Attaccata una base italiana in Iraq. Crosetto: “Azione deliberata, non ci sono feriti”

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Attacco ad Erbil
Attacco ad Erbil

ROMA – Paura nella notte tra martedì e ieri nella base italiana di Erbil, nel Kurdistan iracheno, dopo l’attacco di alcuni droni che hanno colpito la sede dell’Italian National Contingent Command Land. “Sono in corso le verifiche necessarie per accertare con precisione la dinamica dell’attacco e individuarne i responsabili”, ha dichiarato il vicepremier e ministro degli Esteri Antonio Tajani.

Il ministro della Difesa Guido Crosetto si è detto “assolutamente” convinto che quanto accaduto sia stato un attacco deliberato. “Quella è una base della Nato, che è anche americana – ha spiegato –. Già nei giorni scorsi si erano verificati incidenti o tentativi di attacco. Abbiamo preferito lasciare in quella base il personale ancora in missione perché è più sicuro degli alberghi”. Crosetto ha ricordato che dall’area sono già rientrate in Italia 102 persone, mentre per i 141 militari ancora presenti era già in programma un rientro graduale. Un’operazione non semplice dal punto di vista logistico, perché non può avvenire con voli diretti ma dovrà essere effettuata via terra, probabilmente attraverso la Turchia.

Il bilancio dell’attacco è limitato a qualche danno alle infrastrutture e a momenti di forte paura. Secondo quanto riferito dal ministro, il contingente era stato avvisato della possibilità di un attacco e già dalle 8:30 erano state attivate tutte le misure di sicurezza. Il personale si era quindi spostato nelle aree protette della base, circostanza che ha evitato conseguenze per i militari italiani. Crosetto ha sottolineato come quanto accaduto dimostri comunque quanto sia delicata la situazione nella regione e quanto sia importante proseguire gli sforzi per la stabilizzazione dell’area.

Il comandante della missione a Erbil, il colonnello Stefano Pizzotti, ha spiegato che nonostante la paura e la stanchezza il morale dei militari rimane alto. “Il personale è addestrato per affrontare anche queste situazioni – ha dichiarato – tenendo sempre presente che la sicurezza degli uomini e delle donne impegnati nella missione resta la priorità assoluta”.

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