Milano: le acque reflue diventano risorsa agricola

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Economia circolare
Economia circolare

Dalle acque di scarico urbane di Milano sono state generate materie prime preziose destinate all’agricoltura e all’industria. Questi sono i primi significativi risultati di tre progetti su cui sta lavorando Mm Spa, la società interamente partecipata dal Comune di Milano che gestisce il servizio idrico cittadino.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, l’azienda ha rilanciato il proprio impegno per una gestione efficiente della risorsa idrica, raccontando le sperimentazioni in corso per convertire scarti biologici e fanghi di depurazione in elementi utili, grazie all’impiego di tecnologie avanzate.

Francesco Mascolo, amministratore delegato di Mm Spa, ha sottolineato come Milano rappresenti un modello virtuoso, con perdite di rete inferiori all’11% contro una media nazionale del 37%. “Stiamo investendo in ricerca per supportare un percorso di economia circolare nell’ambito idrico”, ha dichiarato Mascolo, aggiungendo che i progetti mirano all’estrazione di materia ed energia dall’acqua.

La ricerca si concentra sui depuratori di Nosedo e San Rocco e vede la collaborazione di eccellenze universitarie come il Politecnico di Milano, il Politecnico di Torino e l’Università di Bologna. Partecipano inoltre partner industriali quali A2A Ambiente, Gruppo Cap e Re-Cord.

Il progetto Neofos, finanziato dal Ministero dell’Ambiente e capitanato dal Gruppo Cap, si propone di recuperare il fosforo. Il progetto Thelma, sostenuto da fondi europei, sta testando su scala industriale un processo per trasformare scarti verdi in biocarbone e concimi fosfatici, già conformi alle normative End-of-Waste. Infine, il progetto Fosforo, guidato da A2A Ambiente e finanziato dalla Regione Lombardia, ottimizza l’estrazione di nutrienti dalle ceneri di depurazione.

Queste iniziative, ha ricordato Mascolo, posizionano Mm Spa sulla frontiera dell’innovazione nazionale ed europea per la trasformazione dei rifiuti in risorsa. In parallelo, l’azienda persegue l’obiettivo della neutralità energetica per i propri impianti. Rendere autosufficienti i depuratori dal punto di vista energetico è un tassello fondamentale nel percorso di sostenibilità.

Un passo concreto in questa direzione è la progettazione di un nuovo impianto fotovoltaico presso il depuratore di Nosedo. Questa struttura andrà ad aggiungersi a quella già operativa presso l’impianto di San Rocco, rappresentando un passo decisivo verso l’autoproduzione di energia e la riduzione delle emissioni climalteranti.

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