Casal di Principe, confisca da oltre un milione a Schiavone: passano allo Stato 15 ettari riconducibili al boss

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Francesco Schiavone Sandokan

CASAL DI PRINCIPE – Un tassello rimasto nell’ombra per oltre trent’anni torna nella piena disponibilità dello Stato. La Corte d’appello di Napoli ha disposto la confisca di quattro terreni agricoli, per un’estensione complessiva di circa 15 ettari e un valore stimato superiore al milione di euro, appartenenti alla Tenuta Ferrandelle, a Santa Maria la Fossa, storicamente riconducibile al capoclan dei Casalesi Francesco ‘Sandokan’ Schiavone.

Il provvedimento dell’ottava sezione penale accoglie l’istanza della Direzione distrettuale antimafia, fondata sulle indagini economico-patrimoniali della guardia di finanza di Caserta. Gli accertamenti hanno fatto emergere come una parte significativa della tenuta – circa 15 ettari sui 56 complessivi – fosse sfuggita al sequestro del 1996, poi divenuto confisca definitiva.

Determinante la segnalazione di Agrorinasce, la società consortile che gestisce beni confiscati, che al momento della presa in possesso dei fondi aveva riscontrato l’impossibilità di accedere a una porzione rilevante dei terreni. Da qui l’avvio delle indagini del Nucleo di polizia economico-finanziaria, guidato dal tenente colonnello Carlo Cardillo, che ha ricostruito assetti proprietari e frazionamenti attraverso un lavoro approfondito, supportato anche dall’analisi di sentenze risalenti agli anni ’80.

Le verifiche hanno consentito di accertare che quei terreni risultavano ancora formalmente intestati a soggetti ritenuti prestanome del clan, nell’ambito di un frazionamento verosimilmente finalizzato a sottrarli alla confisca. La Corte ha così integrato il decreto originario, ricomponendo l’intero compendio nella disponibilità pubblica.

“Si ricompone la legalità”, ha commentato la presidente di Agrorinasce, Maria Antonietta Troncone, sottolineando le ricadute positive del provvedimento in termini di rigenerazione e valorizzazione del territorio. L’area potrà ora essere recuperata e destinata a progetti legati allo sviluppo sostenibile, restituendo alla collettività un bene sottratto alla criminalità organizzata.

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