Portofino: nuovo progetto per salvare la posidonia

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Posidonia protetta
Posidonia protetta

È stato lanciato ufficialmente il piano “Rinascita Blu” per la salvaguardia delle praterie di Posidonia oceanica nell’Area Marina Protetta di Portofino. Questa operazione, considerata cruciale per la salute del nostro mare, mira a contrastare il degrado di uno degli ecosistemi più importanti del bacino mediterraneo.

La Posidonia oceanica, spesso definita il “polmone verde” del mare, svolge funzioni ecologiche vitali. Produce ossigeno, assorbe grandi quantità di anidride carbonica e offre rifugio e nutrimento a centinaia di specie marine. Purtroppo, queste preziose foreste sottomarine sono minacciate da anni dall’ancoraggio selvaggio, dalla pesca a strascico illegale e dall’inquinamento costiero.

Il progetto “Rinascita Blu” affronterà queste minacce con un approccio integrato. Verranno installati oltre 50 gavitelli ecologici a basso impatto, che permetteranno alle imbarcazioni da diporto di ormeggiare senza gettare l’ancora sui fondali delicati. Questo intervento da solo ridurrà drasticamente il danno meccanico diretto alle piante.

Parallelamente, sarà potenziata l’attività di sorveglianza. L’impiego di droni aerei e subacquei consentirà di monitorare l’area in tempo reale, individuando rapidamente attività di pesca non autorizzate o sversamenti inquinanti. I dati raccolti verranno analizzati da un team di biologi marini per mappare lo stato di salute delle praterie e misurare l’efficacia delle azioni intraprese.

Una parte fondamentale del piano coinvolgerà anche la comunità locale e i turisti. Saranno organizzate campagne di sensibilizzazione e attività di “citizen science”, in cui subacquei volontari potranno contribuire alla mappatura delle praterie, segnalando eventuali danni o la presenza di specie aliene invasive. Questa partecipazione attiva è ritenuta essenziale per creare una cultura diffusa del rispetto per l’ambiente acquatico.

Il finanziamento, proveniente da fondi del programma europeo per l’ambiente, coprirà un arco temporale di cinque anni. Gli esperti hanno spiegato che il recupero delle praterie di Posidonia è un processo molto lento, poiché la pianta ha una crescita di pochi centimetri all’anno. Tuttavia, si prevede che i primi segnali di ripresa saranno visibili già nei prossimi 24 mesi.

L’obiettivo finale non è solo la conservazione, ma un vero e proprio ripristino ecologico. In alcune aree particolarmente danneggiate, verranno sperimentate tecniche innovative di trapianto di Posidonia, prelevando piccole porzioni da zone più fitte per ricolonizzare i fondali nudi. L’operazione avrà un impatto positivo non solo sulla ricchezza biologica, ma anche sulla protezione delle coste dall’erosione, un altro servizio ecosistemico fornito da queste barriere naturali.

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