Dalla corsia al crimine: infermiere del Monaldi rapina una donna con il bisturi, arrestato

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

CALVIZZANO – Una doppia vita sconcertante, divisa tra le corsie di un ospedale e il crimine di strada. Un uomo che con le sue mani avrebbe dovuto curare e assistere, ma che invece le ha usate per minacciare e derubare, armato di uno strumento simbolo della sua professione: un bisturi. Si è conclusa con l’arresto la parabola criminale di Feliciano Cerullo, 49enne di Marano di Napoli e infermiere in servizio presso il prestigioso Ospedale Monaldi di Napoli, ora rinchiuso in carcere con la pesante accusa di rapina aggravata.

La vicenda, che ha i contorni di un incubo metropolitano, si è consumata nella giornata di ieri. Una donna, a bordo della sua auto, stava percorrendo le strade di Calvizzano quando la sua routine è stata brutalmente interrotta. All’improvviso, un uomo si è avvicinato al finestrino. Non era un rapinatore qualunque: il suo volto era teso, i suoi gesti rapidi e, nella mano, stringeva non una pistola o un coltello, ma la lama fredda e affilata di un bisturi chirurgico. Sotto la minaccia di quell’arma, tanto insolita quanto terrificante, l’uomo ha intimato alla vittima terrorizzata di consegnargli quanto aveva di prezioso. L’obiettivo era uno solo: la fede nuziale che la donna portava al dito. Un attimo di terrore puro, poi il malvivente ha strappato l’anello ed è fuggito, lasciando la vittima sotto shock.

Immediatamente è scattato l’allarme al 112. La chiamata, concitata e disperata, ha attivato i Carabinieri della Sezione Radiomobile di Marano di Napoli, che si sono messi subito sulle tracce del rapinatore. Grazie alla lucida, seppur traumatizzata, testimonianza della donna, i militari hanno avviato un’indagine lampo. Il lavoro certosino degli investigatori ha permesso di ricostruire non solo la dinamica della rapina, ma anche i movimenti successivi del malvivente.

La svolta è arrivata poche ore dopo. Cerullo, convinto di averla fatta franca, si è recato presso un compro oro della zona per monetizzare il bottino. Ha rivenduto la fede nuziale, un oggetto dal valore affettivo inestimabile per la sua proprietaria, per la cifra di 650 euro. Ma proprio quella mossa si è rivelata fatale. I Carabinieri, che stavano già passando al setaccio tutte le attività commerciali del genere, hanno individuato il negozio e recuperato l’anello. L’identificazione del venditore, grazie ai registri obbligatori, è stata a quel punto immediata.

Feliciano Cerullo, già noto alle forze dell’ordine per precedenti, è stato rintracciato e bloccato. Durante la perquisizione è stata rinvenuta e sequestrata anche l’arma utilizzata per il colpo, il bisturi, che ora costituisce una prova schiacciante a suo carico. L’uomo è stato dichiarato in stato di arresto e, al termine delle formalità di rito, è stato tradotto presso la casa circondariale in attesa di rispondere davanti al giudice di rapina aggravata dall’uso dell’arma. Una vicenda che lascia sgomenti, gettando un’ombra inquietante sulla figura di un professionista della sanità trasformatosi in un rapinatore da strada.

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