Asi, sfuma la presidenza per Mirra. Carica incompatibile con quella di sindaco di S. Maria Capua Vetere

270
Antonio Mirra

CASERTA – I sindaci come perno del sistema. Sono loro il punto di contatto tra politica e territorio, anche quando si va oltre i confini comunali per arrivare a organismi consortili chiamati a gestire settori strategici come lo sviluppo industriale. È il caso dell’Asi di Caserta, dove si avvicina il rinnovo degli organi e, con esso, una partita tutta politica. Il commissario ad acta Alfonso Bonavita, nominato dalla Regione per riportare ordine dopo mesi di tensioni e contenziosi, ha convocato l’assemblea generale che dovrà eleggere i nuovi vertici. Proprio oggi è attesa la presentazione delle liste.

In questo scenario il centrosinistra parte con un vantaggio numerico che, salvo sorprese, dovrebbe consentirgli di esprimere la nuova governance del consorzio. La scelta, nelle scorse settimane, sembrava già definita: il nome indicato era quello, appunto, di un sindaco, Antonio Mirra, primo cittadino di Santa Maria Capua Vetere, figura ritenuta capace di garantire equilibrio e solidità gestionale. Una scelta determinata dall’esperienza amministrativa accumulata, dato che è al secondo mandato alla guida di una città importante ed è stato anche candidato alle Provinciali come presidente in rappresentanza del centrosinistra. Insomma, quella di Mirra era stata una scelta condivisa non solo dal Pd casertano, ma anche dal campo largo e dal livello regionale, dove la leadership del centrosinistra è rappresentata dal governatore Roberto Fico.

Su Mirra pesava e pesa però un ostacolo tecnico. Essendo sindaco di un Comune con popolazione superiore ai 15mila abitanti, la sua posizione è incompatibile con quella di presidente del consorzio. Un principio già applicato in altri contesti, come è accaduto con l’Ambito C07, quello che si occupa del welfare dell’area dell’Agro aversano: qui era presidente Ottavio Corvino, sindaco di Casal di Principe, ma per lo stesso principio che ha impedito a Mirra di guidare l’Asi, Corvino ha dovuto dimettersi.

E così Mirra, a quanto ci risulta, ha fatto un passo di lato, evitando di andare incontro a forzature e a possibili nuove tensioni che avrebbero rimesso l’Asi al centro di problemi. A questo punto si è aperta una nuova fase di confronto interno. Il centrosinistra è al lavoro per individuare una soluzione alternativa che consenta di mantenere la guida dell’ente senza incorrere in incompatibilità. Tra le ipotesi prende quota il nome di Annamaria Dell’Aprovitola, anche lei sindaco, ma di Carinaro, territorio sotto la soglia dei 15mila abitanti e quindi senza impedimenti normativi.

La partita si inserisce in un contesto più ampio. Dopo mesi di ricorsi e scontri, l’Asi di Caserta è arrivata a un passaggio decisivo, con la Regione che, su spinta del consigliere regionale Marco Villano, ha ridefinito le regole e ripulito la platea consortile, anche attraverso l’estromissione di soggetti ritenuti privi dei requisiti. Un’azione confermata dal Tar, che ha respinto i ricorsi consolidando il percorso avviato da Palazzo Santa Lucia.

Ora il confronto si sposta sugli equilibri politici tra i Comuni. Le quote detenute dalle amministrazioni locali peseranno in maniera determinante nell’elezione del presidente e del comitato direttivo, con un sistema di voto ponderato che assegna maggiore forza agli enti più rappresentativi. Il centrosinistra punta a capitalizzare il vantaggio numerico, mentre il centrodestra osserva e prova a inserirsi in una partita che resta aperta fino all’ultimo.

In gioco c’è la guida di uno degli enti chiave per lo sviluppo industriale della provincia, crocevia di investimenti, pianificazione e strategie territoriali. Dopo mesi di incertezza, l’Asi si avvia dunque verso una nuova fase, ma prima servirà sciogliere il nodo della leadership e trovare il nome giusto per guidare un consorzio che resta centrale negli equilibri politici e amministrativi di Terra di Lavoro.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome