NAPOLI – Si è conclusa dopo cinque anni la latitanza di D.G.B.G., cittadino italiano ricercato dalla giustizia napoletana, arrestato lo scorso 7 maggio sull’isola di Tenerife in un’operazione congiunta tra le forze di polizia italiane e spagnole, con il coordinamento di EUROJUST. L’uomo, sfuggito alla cattura nel maggio del 2021, era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere per reati di eccezionale gravità, tra cui lesioni personali aggravate dall’uso di un’arma da fuoco e da futili motivi.
La lunga caccia all’uomo, condotta originariamente dalla Squadra Mobile della Questura di Napoli, aveva visto il D.G.B.G. svanire nel nulla proprio quando il cerchio delle indagini si stava stringendo attorno a lui. Il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Napoli aveva emesso un ordine di cattura per un violento episodio criminale, contestandogli anche la detenzione e il porto illegale di un’arma da fuoco in luogo pubblico. Da quel momento, l’imputato si era reso irreperibile, iniziando una latitanza che lo ha portato fino alle Isole Canarie.
La svolta decisiva è arrivata nel marzo di quest’anno. Le attività info-investigative della Polizia spagnola (Comisaría General de Información), in stretto raccordo con il Servizio Centrale Operativo (SCO) della Polizia di Stato italiana, hanno acceso un faro sulle proiezioni della criminalità organizzata italiana in Spagna. Durante queste mirate indagini, è emersa una traccia fondamentale: la presenza del latitante napoletano sull’isola di Tenerife, dove evidentemente si era costruito una nuova vita.
Ricevuta la preziosa informazione, la Procura della Repubblica di Napoli non ha perso tempo. È stata immediatamente richiesta all’autorità giudiziaria competente l’emissione di un Mandato di Arresto Europeo (M.A.E.), lo strumento che consente la consegna di ricercati tra gli Stati membri dell’UE. Parallelamente, la Procura ha emesso un Ordine di Indagine Europeo, autorizzando una perquisizione personale e domiciliare da eseguirsi contestualmente all’arresto.
L’intera operazione è stata meticolosamente pianificata e facilitata da EUROJUST, l’unità di cooperazione giudiziaria dell’Unione Europea, che ha garantito un coordinamento impeccabile tra le autorità italiane e spagnole. Il blitz è scattato il 7 maggio. La Polizia Spagnola, con la partecipazione sul campo di Ufficiali di Polizia Giudiziaria della Squadra Mobile di Napoli, ha fatto irruzione nell’abitazione del ricercato.
L’esito della perquisizione ha superato ogni aspettativa, svelando che D.G.B.G. non si limitava a nascondersi. All’interno della sua residenza e delle pertinenze è stato rinvenuto un vero e proprio arsenale: due pistole ad aria compressa, una pistola convenzionale e un fucile modificato a “canna mozza”, arma tipicamente associata ad ambienti criminali. Oltre alle armi, sono stati trovati un documento d’identità falso, un ingente quantitativo di sostanze stupefacenti di vario tipo (marijuana, ecstasy e cocaina), un bilancino di precisione e materiale per il confezionamento delle dosi, a testimonianza di una florida attività di spaccio. A completare il quadro, sono state sequestrate ingenti somme di denaro contante e un sofisticato sistema di videosorveglianza, installato probabilmente per monitorare l’area e prevenire visite indesiderate.
Tutto il materiale rinvenuto è stato sottoposto a sequestro dall’autorità giudiziaria spagnola, che procederà autonomamente per i reati commessi sul proprio territorio. Nel frattempo, è già stata avviata la procedura di consegna di D.G.B.G. allo Stato italiano, dove dovrà rispondere delle accuse per le quali era ricercato.
Si precisa, come comunicato dalla Procura di Napoli, che il provvedimento eseguito è una misura cautelare disposta nella fase delle indagini preliminari, avverso la quale sono ammessi mezzi di impugnazione. L’uomo, pertanto, è da considerarsi un imputato e presunto innocente fino a un’eventuale sentenza di condanna definitiva.







