NAPOLI – Tolleranza zero. È questo il messaggio forte e chiaro che il Questore di Napoli ha voluto lanciare dopo i gravi fatti di violenza che hanno scosso piazza San Francesco a Capuana domenica scorsa. Una risposta immediata e muscolare dello Stato, che nella giornata di ieri, 11 maggio, si è concretizzata in un servizio straordinario di controllo del territorio che ha letteralmente blindato l’area, portando a un arresto e alla denuncia di sei persone, oltre che a un maxi-sequestro di denaro e preziosi.
L’operazione più significativa è stata condotta dai “Falchi” della Squadra Mobile, investigatori esperti nel muoversi tra i vicoli più complessi della città. Il loro fiuto li ha guidati fino a uno stabile della zona, da tempo sotto osservazione. All’interno, gli agenti hanno fatto irruzione sorprendendo sei uomini, di età compresa tra i 22 e i 35 anni, colti letteralmente con le mani nel sacco. Sul tavolo, davanti a loro, un fiume di denaro contante, che una volta quantificato ha raggiunto la cifra sbalorditiva di circa 43mila euro. Ma non era tutto.
La perquisizione ha rivelato quello che gli inquirenti ritengono essere un vero e proprio laboratorio per la gestione di merce rubata. Accanto alle mazzette di banconote, sono stati rinvenuti numerosi monili in oro, orologi di pregio e decine di confezioni vuote, probabilmente appartenute ad altri oggetti preziosi già “piazzati”. A confermare la natura professionale dell’attività il ritrovamento di un bilancino di precisione, di acido e di una pietra utilizzati per testare la purezza dell’oro. Un kit da ricettatori professionisti. Di fronte alle domande degli agenti, i sei soggetti, tutti già noti alle forze dell’ordine con precedenti specifici per ricettazione, non hanno saputo fornire alcuna giustificazione plausibile sulla provenienza del denaro e dei gioielli. Per loro è scattata la denuncia a piede libero per il reato di ricettazione, mentre tutto il materiale è stato posto sotto sequestro. Le indagini proseguono ora per risalire all’origine della refurtiva, che si sospetta possa essere il provento di furti e rapine commesse in città e nell’hinterland.
Parallelamente, nell’ambito della stessa operazione di “cinturazione” del quartiere, una pattuglia del Commissariato Vicaria-Mercato ha intercettato un altro malvivente in azione. Mentre transitavano nei pressi dell’antica Porta Capuana, gli agenti hanno notato un giovane che, con fare guardingo e circospetto, armeggiava vicino a uno scooter parcheggiato. Il ragazzo, un 25enne con un curriculum criminale già nutrito di precedenti anche specifici, si è accorto della volante e ha tentato una fuga disperata per le strade adiacenti. Ne è nato un breve ma concitato inseguimento, terminato quando i poliziotti lo hanno raggiunto e bloccato, non senza una violenta colluttazione. Perquisito, è stato trovato in possesso di un cacciavite, l’attrezzo del “mestiere”. Gli accertamenti successivi hanno confermato i sospetti: il nottolino di accensione dello scooter era stato forzato e danneggiato. Per il 25enne si sono aperte le porte del carcere con le accuse di furto aggravato e resistenza a Pubblico Ufficiale. Il motoveicolo, invece, è stato restituito al legittimo proprietario, che ha potuto così tirare un sospiro di sollievo. Un’operazione che segna un punto a favore della legalità in un’area complessa, dimostrando la ferma volontà delle istituzioni di non lasciare zone franche alla criminalità.






