La francese Nina Métayer, a 38 anni, è diventata la prima donna a ricevere il titolo di miglior pasticciere del mondo. Il prestigioso riconoscimento le è stato assegnato a Monaco dall’Unione internazionale dei panificatori e dei pasticcieri.
La sua carriera è iniziata molto presto, prima come facchina nei mercati di frutta e verdura per aiutare i genitori, poi a 18 anni ha imparato da sola l’arte della panificazione. Il suo percorso è stato segnato da un grande rigore, frequentando scuole prestigiose come la Ferrandi e lavorando in laboratori tradizionali.
Ha acquisito esperienza in ambienti ad altissimo livello, caratterizzati da ritmi durissimi e una richiesta di precisione estrema, con giornate lavorative che talvolta si sono estese dalle 4 del mattino fino a mezzanotte. I suoi studi non si sono limitati alla sola pâtisserie, ma hanno incluso anche la panificazione e la cucina, dandole una visione più ampia su ingredienti e tecniche.
Un passaggio decisivo per la sua crescita professionale è stato il lavoro presso il ristorante Le Meurice e successivamente al Café Pouchkine. In queste cucine ha iniziato a sviluppare il suo stile molto riconoscibile: dessert eleganti ma comprensibili, tecnicamente complessi ma mai ‘freddi’.
La sua reputazione è cresciuta grazie alla capacità di unire un’estetica raffinata con sapori netti e ben definiti. Ha inoltre innovato la tradizione utilizzando meno zucchero rispetto alla pasticceria classica, ponendo grande attenzione alla stagionalità delle materie prime e impiegando tecniche contemporanee.
Molti descrivono l’approccio di Nina Métayer come ‘sostenibile’, poiché ha ripensato il modello classico della pâtisserie francese, spesso fonte di notevoli sprechi alimentari ed energetici. Il cuore di questa visione è il suo progetto ‘Délicatisserie’, nato proprio con l’obiettivo di ridurre gli sprechi a zero.
Il funzionamento è radicalmente diverso da quello di una pasticceria tradizionale, dove si produce molto in anticipo per riempire le vetrine, con il rischio che gran parte dei dolci rimanga invenduta a fine giornata. Métayer ha invece puntato su un sistema basato prevalentemente su ordini online e una produzione ‘made-to-order’, ovvero su richiesta.
Questo approccio permette di realizzare solo le quantità effettivamente richieste, riducendo drasticamente il cibo che altrimenti verrebbe buttato. Come ha spiegato lei stessa, il modello digitale le consente di avere una ‘produzione controllata’ e di orientare l’intera attività verso l’obiettivo dello spreco zero, dimostrando che alta qualità e rispetto per l’ambiente possono andare di pari passo.






