Atalanta, Maldini torna e ritrova Sarri in panchina

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Cronache sport calcio
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Daniel Maldini tornerà a vestire la maglia dell’Atalanta. Il suo rientro a Bergamo dal prestito alla Lazio è stato definito dopo che il club biancoceleste ha deciso di non esercitare il diritto di riscatto fissato a 14 milioni di euro, opzione che sarebbe diventata obbligatoria solo in caso di qualificazione alle coppe europee.

Per il trequartista si profila uno scenario inaspettato ma ricco di potenziale. A Zingonia ritroverà infatti Maurizio Sarri, lo stesso allenatore che lo ha guidato negli ultimi sei mesi nella capitale. Questa continuità tecnica potrebbe rappresentare per Maldini una decisiva occasione di rilancio dopo una stagione di alti e bassi.

L’Atalanta, al momento dell’acquisto dal Monza, aveva puntato su di lui come un investimento per il futuro, in linea con il progetto di rafforzare la base italiana della rosa. La sua prima esperienza in nerazzurro non ha però garantito la continuità di utilizzo sperata, una situazione che a gennaio lo ha spinto a cercare maggiore spazio trasferendosi a Roma.

Durante l’esperienza con la Lazio, Sarri ha lavorato intensamente su Maldini per adattarlo al ruolo di “falso nueve”. I progressi sono stati evidenti, con un bilancio di 2 reti e 2 assist in 14 presenze, nonostante qualche problema fisico ne abbia limitato l’impiego. La conoscenza pregressa dei metodi e delle richieste del tecnico gli fornirà un vantaggio all’inizio della preparazione estiva, velocizzando il suo inserimento.

Il contesto tattico a Bergamo sarà però differente. Sebbene Sarri riproporrà il suo collaudato 4-3-3, l’impiego di Maldini come centravanti atipico appare improbabile. L’Atalanta dispone già di attaccanti di ruolo come Gianluca Scamacca e Nikola Krstovic, oltre a un giocatore versatile come Giacomo Raspadori, creando abbondanza in quella zona del campo.

Maldini potrebbe quindi diventare la variabile creativa dell’attacco nerazzurro, agendo come esterno offensivo o come mezzala con spiccate doti di inserimento. La sua visione di gioco e la rapidità di pensiero sono qualità indiscusse, che gli consentono di leggere lo sviluppo dell’azione in anticipo.

Il lavoro svolto sui suoi punti deboli, come la finalizzazione, ha mostrato miglioramenti durante il periodo a Roma. Se impiegato largo, con la libertà di accentrarsi per cercare la conclusione o di puntare l’uomo, potrebbe offrire a Sarri una soluzione tattica preziosa e imprevedibile per la nuova stagione. Il suo futuro dipenderà anche dalle dinamiche di mercato, che il nuovo ds Cristiano Giuntoli gestirà in accordo con la proprietà.

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