SANTA MARIA LA FOSSA (CE) – Un normale controllo alla circolazione stradale, uno dei tanti che i Carabinieri dispongono quotidianamente per garantire la sicurezza sul territorio, si è trasformato nell’arresto di una donna che avrebbe violato un esplicito divieto di fare ritorno in Italia. È accaduto nella mattinata di ieri, mercoledì 2 luglio, a Santa Maria La Fossa, nell’agro aversano, dove i militari della Sezione Radiomobile della Compagnia competente hanno fermato e tratto in arresto, in flagranza di reato, una cittadina moldava di 45 anni. La donna, domiciliata a Casagiove, è ora gravemente indiziata, salva la presunzione di innocenza fino a sentenza definitiva, del reato di reingresso illegale nel territorio dello Stato.
Tutto ha avuto inizio durante un servizio di pattuglia. I militari dell’Arma hanno intimato l’alt a un veicolo per un controllo di routine. Una volta identificata la donna a bordo, hanno proceduto con gli accertamenti di rito tramite le banche dati in uso alle forze dell’ordine. È stato in quel momento che è emersa l’anomalia: a carico della 45enne pendeva un’informativa di rintraccio legata a un passato provvedimento amministrativo.
Approfondendo le verifiche, i Carabinieri hanno ricostruito una storia di allontanamento forzato dal nostro Paese. Nel gennaio del 2022, infatti, il Prefetto di Avellino aveva emesso nei suoi confronti un decreto di espulsione dal territorio nazionale. Un provvedimento che non era rimasto solo sulla carta, ma che era stato eseguito con l’accompagnamento coattivo della donna fino alla frontiera aeroportuale di Fiumicino, da dove aveva lasciato l’Italia. Contestualmente all’espulsione, le era stato notificato un divieto di reingresso per la durata di cinque anni, un arco temporale non ancora trascorso.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la cittadina moldava avrebbe deliberatamente ignorato tale divieto, riuscendo a rientrare in Italia e a stabilire un nuovo domicilio nel Casertano, a Casagiove. La sua presenza è però terminata bruscamente con il controllo di ieri. Di fronte all’evidenza della violazione, i Carabinieri l’hanno dichiarata in stato di arresto in flagranza e condotta in caserma per le formalità del fotosegnalamento e della redazione degli atti.
Su disposizione del pubblico ministero di turno, la donna è stata trattenuta in attesa del giudizio con rito direttissimo, celebratosi nella stessa giornata. All’esito dell’udienza, l’autorità giudiziaria ha convalidato l’arresto operato dai militari e, in attesa degli sviluppi del procedimento, ha disposto nei suoi confronti la misura cautelare dell’obbligo di dimora nel comune di Casagiove. La 45enne non potrà quindi allontanarsi dal domicilio dichiarato senza l’autorizzazione del giudice. Il procedimento si trova ancora nella fase delle indagini preliminari e, come sottolineato dagli stessi inquirenti, la persona coinvolta è da considerarsi innocente fino a un’eventuale sentenza irrevocabile di condanna. Le indagini proseguiranno per chiarire le modalità e la data esatta del suo rientro in Italia.












