MONDRAGONE – La decisione è arrivata dopo giorni di tensioni e settimane di pressing politico. Maria Rosaria Tramonti ha lasciato la giunta guidata dal sindaco Francesco Lavanga. Ufficialmente, le dimissioni sono legate a motivi familiari. Politicamente, però, il passo indietro dell’assessora pluridelegata apre una fase nuova dentro la maggioranza, a un anno circa dal ritorno alle urne.
In una nota alla cittadinanza, Tramonti ha spiegato di aver lasciato “con grande sofferenza”, parlando di una scelta maturata “esclusivamente per motivi familiari”. L’ex assessora ha richiamato la necessità di dedicarsi ai figli e alla famiglia, ringraziando il gruppo politico, il sindaco, l’amministrazione, gli uffici comunali e i cittadini per il sostegno ricevuto. Ha inoltre assicurato che la stima nei confronti di Lavanga “non verrà meno”.
Da tempo, però, secondo quanto filtra dagli ambienti amministrativi, più aree della coalizione chiedevano un riequilibrio dell’esecutivo. Tramonti, prima eletta alle comunali del 2022 con 563 preferenze, era considerata una delle figure più pesanti della giunta, anche per il numero e il peso delle deleghe. Proprio questa centralità, negli ultimi tempi, avrebbe alimentato malumori interni. Alcuni settori della maggioranza avrebbero invitato il sindaco a intervenire se l’assessora non avesse scelto autonomamente di lasciare.
Sullo sfondo resta il clima incandescente degli ultimi giorni. Il marito di Tramonti, Alfredo Campoli, patron del Mondragone City e fino a poco tempo fa vicino all’area di sostegno dell’amministrazione, ha assunto posizioni sempre più critiche nei confronti di Lavanga. Lo scontro si è acceso prima sulla gestione dello stadio comunale Conte, poi sul Piano delle aree demaniali, dopo le polemiche sulla mancata previsione di un’arena per eventi e spettacoli legata alla proposta President Arena Beach.
Quanto questo abbia inciso sulla scelta di Tramonti non è possibile stabilirlo. La sua uscita arriva comunque in un passaggio politicamente delicato, segnato anche dal peso ancora evidente della figura di Giovanni Zannini, consigliere regionale di Forza Italia sospeso e destinatario di una misura di divieto di dimora in Campania nell’ambito di un’inchiesta in cui risponde, tra le altre ipotesi, di corruzione, falso e truffa. Tramonti è stata a lungo letta come espressione di quell’area politica.
Il sindaco Lavanga, preso atto delle dimissioni, ha scelto toni istituzionali: “Desidero esprimere il mio ringraziamento e quello dell’intera amministrazione comunale all’assessore Tramonti per il lavoro svolto e per l’impegno profuso”. Il primo cittadino ha parlato di un contributo offerto “con serietà e senso delle istituzioni” e ha rivolto all’ex assessora “un sincero augurio per il futuro personale e professionale”.
Ora la partita si sposta sul rimpasto. La scelta del nome che entrerà in giunta dirà molto più delle dichiarazioni ufficiali: chiarirà se Lavanga punterà a ricucire, a riequilibrare i rapporti interni o a segnare una distanza politica più netta da alcune componenti dell’attuale equilibrio politico.











