CASTEL VOLTURNO – Due viaggi a Giugliano, un pacco consegnato nel bar e una busta con 9mila euro. Umberto Sementini ha sostanzialmente confermato ai magistrati di aver fatto da tramite per Pasquale Marrandino nelle due consegne finite al centro dell’inchiesta sugli affidamenti alla Teknoservice. Dichiarazioni che rafforzano la ricostruzione della Procura di Santa Maria Capua Vetere e complicano ulteriormente la posizione dell’ormai ex sindaco. Sementini, indagato a piede libero per corruzione in concorso con il politico, ha raccontato di conoscere Marrandino fin da ragazzo. Ha ammesso di aver ritirato e recapitato le due confezioni, sostenendo però di non sapere inizialmente che contenessero denaro. Il primo episodio contestato dai pubblici ministeri Giacomo Urbano e Anna Ida Capone risale al 22 febbraio 2021. Sementini ha riferito che Marrandino, qualche giorno prima, lo avrebbe incontrato per strada, chiedendogli la cortesia di raggiungere il parco commerciale di Giugliano. Lì avrebbe dovuto ritirare da un cliente, amico della sua azienda, un “pacco” presentato come un regalo per la fidanzata dell’allora amministratore.
L’uomo incaricato della consegna, informato dell’automobile con la quale Sementini sarebbe arrivato, lo avrebbe avvicinato nel parcheggio. Il pacco sarebbe stato poi recapitato a Marrandino nei pressi di piazza Vittorio Emanuele.
La ricostruzione della Procura è più dettagliata rispetto al racconto di Sementini. La scatola, contenente una somma mai quantificata, sarebbe stata affidata intorno alle 17.06 da Giuseppe Magno al presunto intermediario nel parcheggio davanti al Leroy Merlin di Giugliano. Alle 18.50 sarebbe arrivata nelle mani di Marrandino presso il bar ‘Caffetteria 42’ di via Roma, a Castel Volturno. Il denaro, secondo gli inquirenti, sarebbe stato messo a disposizione da Michele Oliviero, non indagato e indicato come gestore di fatto della Be.Ma., società collegata alla gestione dei rifiuti.
Sementini ha confermato anche il secondo episodio tracciato dagli investigatori, legato a una somma di 9mila euro messa a disposizione il 21 maggio 2021. Marrandino gli avrebbe nuovamente chiesto di recarsi nella zona commerciale di Giugliano, questa volta per ritirare una busta che, gli sarebbe stato riferito, conteneva alcuni documenti. Il 24 maggio Sementini fu fermato dai carabinieri, che trovarono all’interno il denaro. L’indagato ha sostenuto di averne scoperto il contenuto soltanto in quel momento. La sera del sequestro avrebbe incontrato Marrandino nel suo bar e l’allora amministratore gli avrebbe detto che si trattava di soldi personali e che non doveva preoccuparsi.
La somma, sequestrata prima della consegna, fu restituita a Sementini tre giorni dopo per la mancata convalida del provvedimento. Nella stessa serata del 27 maggio, secondo le sue dichiarazioni e la ricostruzione della Procura, i 9mila euro sarebbero stati portati a Marrandino nel suo locale.
Le parole di Sementini sostengono quindi la tesi tracciata dai pubblici ministeri Urbano e Capone attraverso le indagini dei carabinieri del Nucleo investigativo di Caserta.
Per la Procura, il denaro sarebbe stato la contropartita dell’interessamento di Marrandino in favore della Teknoservice, affidataria del servizio di igiene urbana. L’ex sindaco, all’epoca prima presidente del consiglio comunale e poi vicesindaco e assessore all’Ecologia, avrebbe favorito la società nella gara e nelle successive proroghe.
Il servizio era stato affidato nel febbraio del 2020 per tre mesi, su un importo a base d’asta di 1.152.434 euro, e prorogato più volte fino al luglio del 2021. Secondo l’accusa, Marrandino sarebbe intervenuto anche per accelerare i pagamenti, risolvere un’irregolarità nella procedura, far assegnare alla Teknoservice le deleghe Conai e ottenere l’affidamento della raccolta dei rifiuti prodotti dagli utenti contagiati dal Covid, per 112.900 euro. In cambio avrebbe ricevuto, oltre alle somme di denaro, l’assunzione di una persona, avvenuta nel novembre del 2020 presso la Be.Ma. con un contratto part-time a tempo determinato. Nel filone risultano coinvolti, per l’ipotesi di corruzione in concorso, anche Nicola Benedetto, Giuseppe Spacone e Giuseppe Magno.
Questo spaccato investigativo, che ha trovato parziale conferma nelle dichiarazioni di Sementini, rappresenta uno dei fronti confluiti nel fascicolo che vede complessivamente indagate dieci persone. Nei giorni scorsi la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere per Marrandino, che l’altro ieri ha lasciato la fascia tricolore, e gli arresti domiciliari per l’ingegnere Daniele De Caprio. Quest’ultimo è coinvolto nella vicenda della scatolina bianca ripresa da una microtelecamera nella Jeep di Marrandino. Per gli inquirenti, l’ex primo cittadino avrebbe esercitato la propria influenza sugli uffici comunali per favorire De Caprio nell’affidamento di due incarichi: circa 28.800 euro per il controllo sull’esecuzione del servizio di raccolta dei rifiuti e poco più di 15mila euro per il collaudo dei lavori al Parco Faber. La presunta contropartita sarebbe stata consegnata l’8 marzo 2025 nell’automobile. Le immagini avrebbero ripreso Marrandino mentre nascondeva la scatola sotto il sedile e, nei giorni successivi, la recuperava più volte per prelevare le banconote. La somma iniziale non è stata determinata con precisione, ma per gli investigatori sarebbe stata superiore a 560 euro.
Marrandino e De Caprio compariranno il 30 luglio davanti al gip Angela Mennella del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere per l’interrogatorio preventivo. Potranno rispondere alle contestazioni e presentare elementi a propria difesa. Soltanto dopo il giudice deciderà se accogliere o respingere le richieste cautelari. Le accuse sono ancora nella fase delle indagini preliminari. Marrandino, De Caprio, Sementini e gli altri coinvolti devono essere considerati innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva di condanna. A comporre il collegio difensivo, i legali Ferdinando Letizia, Mauro Iodice, Giuseppe Stellato, Silvio Auriemma, Luigi Poziello e Domenico Russo.
Dopo le dimissioni contestuali di oltre la metà dei consiglieri comunali e la conseguente fine dell’amministrazione Marrandino, la prefetta di Caserta Lucia Volpe ha proposto al ministero dell’Interno lo scioglimento del consiglio comunale. L’assemblea è stata intanto sospesa e la gestione provvisoria dell’Ente affidata al viceprefetto Fernando Mone, nominato commissario prefettizio.
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