Un intervento ricco di spunti di riflessione sull’attualità politica, economica e sociale, quello di Ignazio La Russa, durante la tradizionale “Cerimonia del Ventaglio” che si è tenuta ieri mattina, a partire dalle 11:30 circa, nella sala Koch di Palazzo Madama. Incalzato dalle domande dei giornalisti, il presidente del Senato è intervenuto su Roberto Vannacci e sulla polemica da quest’ultimo innescata circa l’utilità della legge sul femminicidio, sul caso Mario Roggero, sui rapporti con Forza Italia e sulla eventuale alleanza con Futuro Nazionale, sulla vicenda Fakir e sui disordini a Bologna, sugli scontri in Val di Susa, su caro prezzi e taglio delle accise, sul caso Andrea Del Mastro, sul dl Giustizia e sulla legge elettorale, sul fine vita e sull’arresto per i minori.
“Passa il tempo, anche qui siamo arrivati a 4 Ventagli, non so se ci sarà il quinto ma già quattro è un buon record”, ha esordito. “Penso che al 99,9% l’emendamento sarà dichiarato improponibile e così sarà, salvo lo zero uno per cento che bisogna lasciare per correttezza”, ha aggiunto parlando dell’emendamento di Fratelli d’Italia sulle “intercettazioni a strascico”.
Sui rapporti con Forza Italia e la eventuale alleanza con Futuro Nazionale, La Russa ha allargato le braccia: “Vannacci o Antonio Tajani? Siamo al solito “Chi butteresti dalla torre… vabbè, la mia risposta è scontata. Tajani non lo butterei mai giù dalla torre non solo perché è un amico ma anche perché è una risorsa per la democrazia, per il Parlamento e per il centrodestra”.
Sui fondi “Safe” e sulla “prenotazione” del finanziamento da 14,9 milioni di euro entro l’anno, ha tagliato corto: “Non vedo un dramma, non vedo un problema, ma una normale procedura che può darsi non porti all’utilizzo massiccio di questo fondo, o che venga ritenuto più conveniente non attingere a questo fondo ma ad altri modi meno costosi per il bilancio italiano”.
Quanto alla legge elettorale, “Le preferenze hanno pro e contro. Però bisognerebbe riflettere sul fatto che teniamo le preferenze dove i contro sono più dei pro. Nei Comuni con 300 voti puoi eleggi un assessore. E invece in contesti territoriali più ampi non abbiamo le preferenze, eccezion fatta per il Parlamento europeo. Insomma, abbiamo le preferenze nelle aree più grandi e in quelle più piccole, ma non nei contesti intermedi. Ecco perché sono a favore delle preferenze. Ci vuole una mediazione democratica per trovare una sintesi accettabile per tutti”.
La Russa ha poi difeso la normativa sul femminicidio, contro la posizione espressa dal generale Vannacci: “La questione non è limitata all’inasprimento della pena. È anche una questione di comunicazione. Il messaggio che si vuole lanciare è che lo Stato sta dalla parte delle donne. Tra l’altro il rispetto per la donna è sempre stato uno dei valori fondanti della cultura di destra”.
Sulla possibilità che la premier Giorgia Meloni possa aspirare a diventare Presidente della Repubblica, “è un tabù – ha dichiarato il presidente del Senato – per chi è abituato a occupare ruoli istituzionali con ragionamenti pretestuosi. Lei non ci sta nemmeno pensando al momento. Ma io penso che se in futuro lo volesse, sarebbe una grande opportunità per gli italiani: dopo un grande presidente come Mattarella una grande presidente come lei. Sarebbe un nome gradito a tutto il centrodestra e a gran parte degli elettori in generale”.
La Russa è intevenuto anche sulla vicenda del ct della Nazionale: “Io volevo Mancini sin dall’inizio. È stato un errore non individuare prima il direttore tecnico. E poi si sarebbe potuto affidare la panchina a Leonardo e il ruolo di direttore tecnico a Maldini. Alla fine è arrivato Mancini e c’è Ranieri come capo della struttura: mi va più che bene”.
Sulla condizione dei detenuti: “Spesso sono andato a trovare l’amico Gianni, a Rebibbia. Non sono favorevole a indulti, ma mi sta bene che si aumentino i giorni concessi per buona condotta, se non sono state commesse aggressioni ai danni della polizia penitenziaria. Il governo intende perseguire la strada dell’aumento del numero di luoghi di detenzione. Per il resto sono vicino a chi, pur colpevole, in questo periodo chiede che si rimedi ai disagi aggiuntivi dovuti al caldo”.
Su Roggero La Russa ha affermato che la condanna “è criticabilissima quanto all’entità della pena inflitta, ma non quando dice che quella non è legittima difesa. C’è poco da fare, faccio l’avvocato, secondo il diritto vigente uscire dal proprio negozio, sia pure sconvolto da quanto avvenuto poco prima, e inseguire i rapinatori e sparare non rientra nella fattispecie della legittima difesa. Per il resto, è legittimo che Roggero invochi la grazia, ci mancherebbe e io auguro a Roggero di uscire subito dal carcere. Per il futuro, quello che auspico è la modifica della norma sull’eccesso colposo di legittima difesa”.
Sul fine vita, alla domanda se la legge vedrà la luce entro questa legislatura, l’esponente di Fratelli d’Italia ha dichiarato: “La ritengo una norma essenziale, eticamente giusta entro i canoni di un’accettabilità. Certo, una regolamentazione a macchia di leopardo sarebbe persino peggio dell’assenza di una normativa. Io spero che maggioranza e opposizione capiscano che è necessario tagliare le posizioni più radicali e trovare un punto d’incontro”.
La Russa ha dedicato alcune parole anche ai giornalisti, che sono un po’ i protagonisti dell’evento: “Spesso – ha affermato – subiscono attentati, pressioni e altro”. Poi ha citato la frase ‘Dagli amici mi guardi Dio, ché ai nemici ci penso io’: “Attenti alle bombe degli amici. Consentitemi questa battuta. Quella è una storia tutta da chiarire”, con riferimento al rapporto tra Sigfrido Ranucci e Valter Lavitola e alla storia dell’attentato al conduttore di Report.
Sullo stop della maggioranza all’utilizzo delle intercettazioni di Andrea Del Mastro, La Russa ha spiegato: “Non possiamo amare e difendere la Costituzione a pezzi. O ci sta bene oppure la cambiamo. Lo abbiamo già fatto dopo Mani pulite, decidendo di restringere il campo di applicazione dell’articolo 68 a pochi casi. Prima non si poteva nemmeno avviare l’azione penale nei confronti di un parlamentare, poi abbiamo ristretto l’ambito di applicazione della norma, lasciando dentro l’inviolabilità della corrispondenza. Casi simili di diniego ci sono stati per politici di destra e di sinistra”.
Quanto alle novità legislative in materia di terrorismo e di criminalità minorile, il presidente del Senato ha detto che “come nel caso del femminicidio, lo Stato deve dare un segnale, deve far capire che su certi temi non arretra, quando il problema diventa sociale. Quanto ai minori, ricordiamoci che non è il parlamento o la politica che decide se un minore è imputabile. Lo fa il giudice secondo la propria discrezionalità, valutando gli elementi del caso. Senza contare che ci sono alcuni stranieri la cui età viene determinata solo sulla base delle dichiarazioni degli stessi al momento dell’arrivo in Italia”.
Infine, sull’aumento del carburante e i tagli alle accise: “Si dovrebbero cercare sistemi che aiutino chi è stato danneggiato maggiormente dagli aumenti e non praticare uno sconto generale che finirebbe per essere un piccolo regalo a chi ha tanti soldi che nemmeno se ne renderebbe conto. È ciò che si sta cercando di fare spero che una soluzione venga trovata presto, in modo tale da dare conforto a chi è in difficoltà a causa di questa situazione”.






