Sant’Antimo, la truffa del ‘finto nipote’: 16enne incastrato dai Carabinieri. L’anziana non ci casca.

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SANT’ANTIMO – Un pomeriggio d’agosto, torrido e silenzioso, di quelli in cui la calura estiva svuota le strade e costringe i cittadini a cercare riparo in casa. Ma nel deserto d’asfalto di Sant’Antimo, c’è chi non abbassa mai la guardia. Ieri, proprio in quelle ore post-pranzo apparentemente immobili, i Carabinieri della locale tenenza, impegnati in un mirato servizio di contrasto a una delle più odiose piaghe sociali, le truffe agli anziani, hanno sventato l’ennesimo tentativo di raggiro, assicurando alla giustizia un giovanissimo esecutore.

La scena si svolge in Corso Europa. L’attenzione dei militari, appostati con discrezione, viene catturata da uno scooter che si fa largo nel silenzio. In sella, un ragazzo molto giovane, appena un adolescente. Il mezzo non è nuovo agli archivi delle forze dell’ordine; è uno di quelli già segnalati e associati a precedenti episodi sospetti. I Carabinieri osservano ogni movimento. Il ragazzo parcheggia, scende con una certa fretta e si infila nel portone di un condominio. L’attesa dei militari dura solo pochi minuti. Il 16enne riemerge dall’androne, ma il suo atteggiamento tradisce un’evidente tensione. Si guarda intorno con fare circospetto, quasi a volersi sincerare di non essere osservato. Un comportamento che, agli occhi esperti dei Carabinieri, è più di un semplice campanello d’allarme. Con passo svelto e nervoso, si dirige verso lo scooter, pronto a ripartire e a svanire nel nulla.

Ma la sua fuga dura un istante. Prima ancora che possa avviare il motore, l’auto dei Carabinieri gli sbarra la strada. L’azione è fulminea e non lascia scampo. Fermato e identificato, il giovane, un 16enne della zona, viene messo di fronte alle sue responsabilità.

Poco dopo, il quadro si fa completo grazie alla testimonianza della potenziale vittima, una donna di 74 anni residente nel palazzo. La signora, ancora scossa ma lucida e risoluta, ha raccontato ai militari il copione, tristemente noto, che si era appena consumato. Pochi minuti prima, aveva ricevuto una telefonata. Dall’altro capo del filo, un uomo che, spacciandosi per suo nipote, le annunciava l’imminente arrivo di un corriere con un pacco a suo nome. Per ritirarlo, però, era necessario pagare subito la somma di 1.900 euro. Il finto nipote insisteva sull’urgenza, cercando di creare pressione psicologica per indurla ad agire d’impulso.

Questa volta, però, il tranello non è scattato. La 74enne, fortunatamente, non è caduta nella trappola. Come da lei stessa dichiarato, era perfettamente a conoscenza di queste tecniche fraudolente grazie alle numerose campagne di sensibilizzazione promosse dalle forze dell’ordine e dai media. Ha capito subito che si trattava di una truffa, ha negato la consegna del denaro al ragazzo che si è presentato alla sua porta e, senza esitazione, ha allertato i Carabinieri.

Il 16enne, colto in flagranza, è stato condotto in caserma e denunciato in stato di libertà alla Procura per i Minorenni di Napoli. Dovrà rispondere dell’accusa di tentata truffa. Le indagini proseguono ora per identificare il complice, la “voce” al telefono che ha orchestrato il tentativo di raggiro. Un episodio che, se da un lato conferma la spregiudicatezza di questi criminali che non esitano a reclutare anche minorenni, dall’altro sottolinea l’importanza fondamentale della prevenzione e della vigilanza costante sul territorio.

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