NAPOLI – Un incendio dopo l’altro. Una serie di roghi sta avvelenando Napoli. Da Pianura fino all’area orientale. Le fiamme si sprigionano, il fumo nero che si vede dai quattro angoli della città, il Comune che chiede a tutti di restare a casa e chiudere le finestre. Poi i rilievi, i controlli, la rabbia dei cittadini, l’inquietudine che cresce. Succede e continua a succedere. E comincia a diventare difficile non pensare che tutti questi episodi possano avere una matrice comune.
Il disastro di via Brin. La piaga degli incendi a Napoli
L’ultimo episodio è quello della notte scorsa, quella tra giovedì 15 e venerdì 16 ottobre. Le fiamme nell’autoparcheggio King si sono poi propagate fino a un vicino deposito di merci. Duemila metri quadrati avvolti da fuoco e fumo, visibile da mezza Napoli. Inevitabile evacuare un palazzo vicino dove la situazione cominciava a essere preoccupante. Enorme il lavoro dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine per spegnere le fiamme e tenere l’area in sicurezza. Doloso? Chissà. Saranno le indagini della Procura a stabilirlo. La buona notizia è che l’Arpac non rileva valori di inquinamento dell’area pericolosi per la salute dei cittadini. Almeno questo.
La tragica domenica di Pianura e dell’isola ecologica
Dieci giorni fa, il 6 ottobre, le fiamme si sono levate verso il cielo di Pianura. Devastata l’isola ecologica. Di domenica, sotto gli occhi di tutti. Nessuno, per ora, sembra aver notato qualcosa di strano. Eppure le fiamme sono state impressionanti e il pensiero di tanti è che l’ipotesi dolosa sia molto più che un semplice sospetto. Anche in quel caso ci sono volute ore per domare l’incendio. Anche in quel caso la Prefettura si è attivata, anche in quel caso il Comune ha chiesto a tutti di restare a casa. Un copione che si ripete. Ma gli incendi continuano, si moltiplicano.
Non solo in città: il caso ecoballe
L’emergenza roghi va oltre il capoluogo e investe tutta la provincia. La Terra dei fuochi è un dramma attivo, più che mai, nonostante il grande impegno da parte del Governo nazionale che ha ottenuto ottimi risultati. Molte battaglie sono state vinte. Ma la guerra è ancora in corso. Ed è dura, durissima. E sono stati addirittura tre gli incendi ‘sospetti’ che hanno colpito il sito che ospita le ecoballe (altro dramma mai risolto) a Taverna del Re, a Giugliano. La magistratura indaga. C’è bisogno di risposte. Perché gli incendi di capannoni e siti legati al mondo della gestione dell’ambiente e dei rifiuti sono sempre più frequenti. Può essere un caso. Può non esserlo. Di sicuro servirà l’impegno di tutti per andare alla causa e porre fine a questa emergenza.







