Inter, Jovetic rivela: “Era un casino, litigi interni”

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Cronache Mercato
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Stevan Jovetic ha ripercorso le tappe più significative della sua carriera in una recente intervista, svelando retroscena e rimpianti legati alle sue esperienze in Italia e in Europa. L’attaccante montenegrino, oggi in forza al club cipriota dell’AEL Limassol, ha parlato senza filtri del suo passato.

Il periodo all’Inter è stato descritto come particolarmente turbolento. “Era un gran casino, abbiamo avuto tre presidenti e cambiato cinque allenatori in due stagioni”, ha raccontato. La prima annata con Mancini è andata bene, ma la seconda lo ha visto finire ai margini della rosa senza una spiegazione chiara da parte degli allenatori che si sono succeduti.

“Pioli non mi ha mai dato una spiegazione, De Boer lasciamo perdere, non lo considero nemmeno”, ha proseguito. Anche con Luciano Spalletti il rapporto non è decollato: “Mi ha chiamato e mi ha chiesto di avere pazienza. Non ne ho avuta, volevo giocare”. Non sono mancati momenti di tensione con i compagni: ha avuto uno scontro verbale con Guarin dopo una partita contro la Lazio e un litigio in allenamento con Icardi, definito però come “cose che succedono”.

Molto diverso il legame con la Fiorentina, per cui ha dimostrato grande attaccamento. Ha ricordato come Pantaleo Corvino abbia anticipato la concorrenza di molti club, inclusa la Juventus. “I bianconeri mi hanno contattato e io ho detto ‘no, grazie’. È successo di nuovo un paio d’anni dopo, non lo avrei mai fatto ai fiorentini”.

Ha inoltre svelato che l’Inter lo aveva già cercato molti anni prima del suo arrivo a Milano. “Hanno approcciato la mia famiglia in un parcheggio dopo un torneo giovanile. Non se ne fece nulla, ci siamo ritrovati dieci anni dopo”. Anche con i viola, però, ci sono stati attriti, come quando Vincenzo Montella gli ha tolto la fascia di capitano dopo la sua decisione di lasciare il club a fine anno.

Il più grande rimpianto della sua carriera rimane il rifiuto al Real Madrid. “Dopo il secondo anno a Firenze ho detto di no, volevo continuare a giocare e pensavo che ci sarei arrivato più avanti”. Una decisione che ha pesato enormemente, perché “dieci giorni dopo mi sono rotto il crociato, ho perso una stagione intera e da lì è iniziato il mio calvario”.

Più di recente, c’è stata la possibilità di un ritorno in Serie A. “Quest’estate Corvino ci stava riuscendo, eravamo abbastanza avanti con il Lecce. Mi sarebbe piaciuto tornare, per di più in una piazza del genere”. L’operazione è però saltata dopo l’addio dello stesso dirigente salentino.

Infine, una riflessione sulla sua tenuta fisica, che ha condizionato l’intera carriera. “So benissimo dove sarei arrivato senza tutti gli infortuni. Al Manchester City avevo paura di farmi male di nuovo”. Con un totale di 45 infortuni subiti, ha sottolineato con orgoglio di non aver mai pensato di smettere. “Ogni scatto senza dolore era un sollievo. Per questo sono fiero di me stesso”.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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