Roma, Totti si offre: ‘Se serve, sono a disposizione’

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Cronache Mercato
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Francesco Totti ha parlato del suo legame con la Roma e ha aperto a un possibile ritorno, ma a condizioni precise. L’ex capitano giallorosso ha chiarito di non voler essere una “bella statuina” o un semplice uomo immagine, come percepiva il ruolo offertogli durante la presidenza Pallotta.

“Se hanno bisogno della mia conoscenza del calcio, sono qui”, ha dichiarato, sottolineando di volere un incarico nell’area tecnica, con potere decisionale. Ha ricordato come in passato, da dirigente, venisse interpellato solo per risolvere problemi, senza essere realmente coinvolto nel progetto.

Quest’amore per i colori giallorossi, ha aggiunto, non finirà mai. Il suo legame con la società è talmente profondo da averlo portato, ai tempi della presidenza Sensi, a un gesto significativo. Ha raccontato di aver rinunciato per diversi mesi al proprio stipendio per permettere ai dipendenti del club, in un periodo di difficoltà economiche, di ricevere regolarmente il loro.

L’intervista ha toccato anche temi molto personali, a partire dal traumatico addio al calcio giocato. “Ero morto dentro”, ha confessato, descrivendo un periodo di smarrimento in cui ha rischiato la depressione. Il passaggio dalla vita scandita di un atleta a un vuoto improvviso lo ha lasciato senza punti di riferimento.

Un altro momento drammatico è stato la scomparsa del padre Enzo, portato via dal Covid, definito un pilastro silenzioso ma fondamentale nella sua vita. Poco tempo dopo, anche lo stesso Totti ha affrontato una dura battaglia contro il virus, con una broncopolmonite e una saturazione molto bassa che lo hanno messo a serio rischio.

Ha poi rivelato il calvario vissuto per il figlio Cristian, a cui è stata revocata l’idoneità sportiva per un problema riscontrato vicino al cervello. Dopo una serie di consulti, la famiglia ha deciso di non procedere con un’operazione che, pur potendogli consentire di tornare a giocare, presentava troppi rischi.

Spazio anche ai ricordi del campo, come il rapporto con Luciano Spalletti, definito “bellissimo” fino a quando non sono subentrati attriti “velenosi” che, secondo l’ex numero 10, provenivano dalla dirigenza. Ha smentito di aver mai tramato per mandare via l’allenatore, ribadendo di aver sempre messo l’interesse della squadra al primo posto.

Nota sulla produzione: questo contenuto è stato realizzato con il supporto di strumenti di intelligenza artificiale ed è stato sottoposto a supervisione editoriale da parte della Redazione Cronachedi prima della pubblicazione.

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