“Mi sono addormentato verso le 6. Ho ripensato ai goal, sentivo ancora l’adrenalina”. Antonio Raimondo, capocannoniere della Serie A con 7 reti in 7 partite, ha raccontato le emozioni vissute dopo la tripletta realizzata con la maglia del Frosinone nel 4-2 contro il Sassuolo.
“C’è grande entusiasmo come è giusto che sia. Il nostro obiettivo è la salvezza”, ha spiegato l’attaccante, sottolineando come il campionato inizi proprio adesso. “Dal primo contatto mi hanno subito fatto sentire importante, mi hanno fortemente voluto e quando sono arrivato ho trovato un ambiente fantastico”.
Il rapporto con l’allenatore Massimiliano Alvini è stato fondamentale per la sua crescita. “Mi martella tutti i giorni insieme al suo staff. Mi ha fatto fare un salto di qualità nella continuità, nell’attacco dello spazio e nella protezione palla. Tanti piccoli dettagli che, messi assieme, ti fanno crescere”. Il giocatore si è descritto come un attaccante che sa aggredire la profondità e pressare costantemente le difese, con un certo fiuto per il goal.
Il suo futuro, però, è legato al Bologna, club che ne detiene il cartellino. Il ricordo dell’esordio in rossoblù è ancora vivido e legato a Sinisa Mihajlovic. “Disse in conferenza che mi avrebbe fatto esordire in prima squadra contro il Verona. Avevo 17 anni e non mi sono nemmeno reso conto di quello che stava accadendo. Lo ringrazierò per tutta la vita per avermi lanciato”.
Un altro aneddoto riguarda la sua prima partita da titolare contro il Genoa. “Lui purtroppo stava già male. Lo incontrai nel corridoio di Casteldebole, non l’avevo riconosciuto perché era tutto incappucciato e mi disse: ‘Tieniti pronto perché ti farò giocare’. E così è successo”.
Riguardo a un possibile ritorno, il centravanti è stato cauto: “Non sta a me deciderlo. Penso solo a fare bene con il Frosinone e poi vedremo”. Il percorso del giovane bomber è stato segnato anche da esperienze meno fortunate in prestito a Venezia, Salerno e Terni, dove ha ammesso di avere dei rimpianti.
Sul capitolo Nazionale, non ha nascosto le sue ambizioni. “Posso solo rispondere che è un sogno e un obiettivo. Se dovesse arrivare una chiamata, risponderei sicuramente presente”. Infine, ha glissato sui paragoni con grandi campioni come Batistuta: “Assomigliare a lui solo vagamente sarebbe già troppo”.



