Il big match della settima giornata di Serie A tra Milan e Atalanta si è concluso con un pareggio a reti inviolate. Allo stadio San Siro, le due squadre, reduci da convincenti vittorie in Europa, non sono riuscite a superarsi, dando vita a una partita intensa e tattica ma priva di segnature. Le aspettative erano alte, con i rossoneri di Ruben Amorim decisi a tornare alla vittoria in campionato e la Dea di Maurizio Sarri forte di un attacco prolifico.
Sin dai primi minuti, il copione tattico è apparso chiaro. Il Milan ha preso in mano il controllo del gioco, gestendo il possesso palla con la sua difesa a tre e cercando di innescare la fantasia di Pulisic e Rabiot tra le linee. La manovra dei padroni di casa, tuttavia, si è spesso infranta contro il solido blocco difensivo organizzato da Sarri. L’Atalanta, schierata con un attento 4-2-3-1, ha chiuso ogni spazio, affidandosi alla fisicità di Ederson e Pasalic in mediana per recuperare palloni e ripartire.
La prima vera occasione è arrivata intorno alla mezz’ora, con Gonçalo Ramos che, servito in profondità da un’intuizione di Modric, ha calciato di prima intenzione trovando la pronta risposta di un attento Carnesecchi. La replica bergamasca non si è fatta attendere, con una rapida transizione orchestrata da De Ketelaere che ha portato Samardzic al tiro dal limite dell’area, ma la sua conclusione è terminata di poco a lato del palo difeso da Maignan.
Nella ripresa, il ritmo della gara è leggermente aumentato. Amorim ha chiesto ai suoi esterni, Moreira e Chukwueze, di spingere con maggiore convinzione per allargare le maglie della difesa avversaria. Proprio da un’iniziativa di Chukwueze sulla sinistra è nato uno dei pericoli maggiori per la porta di Carnesecchi, con un cross teso che Ramos non è riuscito a deviare in rete per un soffio.
L’Atalanta, dal canto suo, ha continuato a puntare sulle ripartenze veloci. Al 65′, su un calcio d’angolo battuto da Samardzic, il centravanti Krstović è svettato più in alto di tutti, ma il suo colpo di testa è stato neutralizzato da un intervento prodigioso di Maignan, che ha salvato il risultato. La partita è rimasta equilibrata, con le difese che hanno continuato a prevalere sugli attacchi, come dimostrato dalle ottime prove dei centrali Gila e De Winter da una parte, e di Kolašinac dall’altra.
Negli ultimi quindici minuti, la stanchezza e la paura di perdere hanno avuto la meglio. Entrambe le formazioni hanno abbassato i giri, limitando i rischi e accontentandosi di gestire il pallone senza affondare il colpo. Il triplice fischio dell’arbitro Chiffi ha così sancito un pareggio giusto, che fotografa l’equilibrio visto in campo per novanta minuti.
Un punto a testa che muove la classifica di entrambe le squadre, mantenendole nella parte alta della graduatoria. Per il Milan resta il rammarico di non aver concretizzato il predominio territoriale, mentre l’Atalanta torna da Milano con una preziosa dimostrazione di solidità.



