Stese per minacciare i Troncone: a Fuorigrotta irrompono i Mazzarella

260
Pubblicato il

NAPOLI – Negli ultimi mesi si sono moltiplicate le segnalazioni di stese in via Cupa Canzanella Vecchia, storica roccaforte del clan Troncone a Fuorigrotta. Episodi che si inseriscono in una fase delicata per gli equilibri criminali della periferia occidentale di Napoli, dove gli arresti del boss Vitale Troncone e del figlio Giuseppe avrebbero indebolito la capacità operativa del gruppo, aprendo nuovi spazi di manovra per altre organizzazioni.

Le incursioni a Fuorigrotta, nel feudo dei Troncone

Le intimidazioni armate, secondo le ricostruzioni, potrebbero rappresentare segnali rivolti a chi detiene il controllo delle attività illecite sul territorio. In un contesto in cui gli assetti criminali sono messi alla prova dagli interventi investigativi, la pressione esercitata attraverso le stese può assumere il significato di un avvertimento e di una dimostrazione di forza. Resta tuttavia da accertare, attraverso le indagini, la matrice dei singoli episodi e l’eventuale collegamento tra le diverse azioni. Al centro delle tensioni ci sarebbe soprattutto il controllo delle piazze di spaccio, una delle principali fonti di guadagno per i gruppi criminali attivi nell’area flegrea.

L’indebolimento dei Troncone potrebbe aver alimentato le ambizioni di altri clan, interessati a inserirsi in una zona strategica e a ridisegnare gli equilibri sul territorio. In questo scenario si inserirebbe il ruolo dei Mazzarella, organizzazione criminale che, secondo le ricostruzioni, avrebbe favorito in passato l’ascesa di Vitale Troncone a Fuorigrotta. Un rapporto che potrebbe tornare a pesare nella fase attuale, con l’obiettivo di mantenere un’influenza sulle attività illecite della zona e impedire che altri gruppi approfittino del momento di difficoltà dei Troncone.

La mossa dei Mazzarella

I Mazzarella avrebbero quindi inviato uomini di fiducia nella periferia Ovest di Napoli per monitorare la situazione e rafforzare la propria presenza nell’area dello spaccio. Una mossa che, se confermata, testimonierebbe l’interesse del clan a presidiare un territorio nel quale gli arresti e le tensioni recenti potrebbero aver modificato i rapporti di forza. La partita criminale si giocherebbe dunque su più livelli: da una parte la tenuta del gruppo riconducibile ai Troncone, dall’altra le mire di chi punta a conquistare nuovi spazi nella gestione delle piazze di droga.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome