Aggressioni nelle Municipalità, appello per un presidio dei vigili

Aggressioni nelle Municipalità, appello per un presidio dei vigili

NAPOLI Il personale che lavora negli uffici delle Municipalità è soggetto ad aggressioni e la Cisl funzione pubblica chiede di ripristinare la vigilanza con un agente di polizia locale in ogni sede e di installare videocamere di sicurezza. “Il presidio fisso – spiega l’esponente del sindacato Agostino Anselmi (nella foto)c’era diversi anni fa, ma poi è stato abbandonato. Servirebbero anche telecamere a tutela dei lavoratori, dato che ormai ci sono aggressioni ogni mese”. I momenti di tensione negli uffici delle Municipalità, aggiunge Anselmi, sono aumentati da quando è stato abolito il Reddito di cittadinanza: “Centri per l’impiego e uffici dell’Inps consigliano ai cittadini di rivolgersi alle strutture comunali in applicazione della disposizione del Governo sulla “presa in carico” delle famiglie rimaste senza Rdc”

In questi giorni il Comune ha rinunciato, su segnalazione dei sindacati di categoria, ad attuare un provvedimento che avrebbe rischiato di compromettere l’azione dei servizi sociali: concentrare tutti gli assistenti sociali attualmente in servizio nelle 21 strutture cittadine negli uffici delle 10 Municipalità. Se ne è parlato in una recente seduta della commissione competente, presieduta dal consigliere Massimo Cilenti, con la partecipazione del direttore generale Pasquale Granata, dell’assessore alle Politiche sociali Luca Trapanese e della dirigente dell’area Welfare Maria Rosaria Cesarino. “La scelta di sguarnire le sedi dei servizi sociali – dichiara Anselmi – avrebbe causato disagi ai cittadini, oltretutto in un momento storico molto delicato per le fasce di popolazione disagiate. Pensiamo ad esempio alla sesta Municipalità, costituita da Barra, Ponticelli e San Giovanni: la sede si trova in quest’ultima zona, che dovrebbe quindi essere raggiunta, in caso di bisogno, dai residenti delle altre due”. Nel corso della seduta di commissione, il direttore ha però rassicurato i presenti: al momento tutto dovrebbe restare così com’è. 

Il settore sconta poi la carenza di personale: il Comune ha in organico circa 180 assistenti sociali, che non bastano per la presa in carico delle famiglie rimaste senza Reddito. L’ente locale ha bandito un concorso per queste figure professionali, ma la procedura ha portato ad appena  13 assunzioni: “Ce ne vogliono altre 70 per assicurare la presa in carico delle famiglie – dichiara Anselmi – e questo adempimento non può essere assicurato dal personale attualmente in organico. Il Governo ha stanziato fondi per il contrasto alla povertà che servono anche a pagare queste unità aggiuntive”.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome