Amorim e lo Stadium: i precedenti con la Juventus

22
Cronache sport calcio
Cronache sport calcio

Rúben Amorim e l’Allianz Stadium di Torino hanno una storia complessa, un legame fatto di ricordi contrastanti. Il tecnico portoghese ha vissuto su quel campo momenti di grande gioia e di profonda delusione, prima da calciatore e poi da allenatore, incrociando per tre volte il suo destino con quello della Juventus in serate europee ad alta tensione.

Il capitolo più significativo risale al primo maggio 2014. In quell’occasione, la Juventus di Antonio Conte ha affrontato il Benfica nel ritorno della semifinale di Europa League. I bianconeri, forti di un campionato quasi vinto, puntavano a disputare la finale proprio nel loro stadio, ma dovevano ribaltare la sconfitta per 2-1 subita all’andata a Lisbona e non arrivavano al meglio della condizione fisica.

In quella partita tesissima, Amorim è stato il perno del centrocampo del Benfica. Ha interpretato con grande intelligenza tattica una gara molto nervosa, terminata 0-0, un risultato che ha qualificato i portoghesi ed eliminato la Juventus. L’incontro è stato caratterizzato da un’atmosfera infuocata, con tre espulsioni (Enzo Pérez e Lazar Marković per il Benfica, Mirko Vučinić per la Juventus) e dalle polemiche bianconere per le continue perdite di tempo degli avversari.

La prestazione di Amorim è stata descritta come solida e rocciosa, tanto da meritare un’ottima valutazione dalla critica. Si è distinto come un efficace schermo davanti alla difesa, sporcando numerose linee di passaggio e mostrando grande lucidità per tutta la gara. La Juventus ha avuto una sola, clamorosa occasione per passare, ma il colpo di testa di Arturo Vidal è stato salvato miracolosamente sulla linea da Luisão, spegnendo i sogni di gloria della squadra di Conte.

L’avventura di Amorim a Torino in quella stagione non si è conclusa con la semifinale. Esattamente due settimane dopo, è tornato nello stesso stadio per disputare la finale di Europa League contro il Siviglia. Anche in quel caso è stato schierato titolare e ha giocato per tutti i 120 minuti, ma l’epilogo è stato dei più amari: dopo un altro 0-0, il suo Benfica ha perso la coppa ai calci di rigore, confermando la celebre “maledizione di Béla Guttmann”.

Nove anni più tardi, nell’aprile del 2023, Amorim è tornato a Torino in una nuova veste: quella di allenatore dello Sporting CP. Considerato uno dei tecnici emergenti più interessanti del panorama europeo, ha sfidato la Juventus di Massimiliano Allegri nei quarti di finale di Europa League. La sua squadra ha mostrato un gioco propositivo e apprezzato dalla critica, ma non è riuscita a trovare la via del gol.

La partita di andata si è conclusa con una sconfitta per 1-0, decisa da una rete di Federico Gatti nella ripresa. Nonostante il risultato negativo, lo Sporting ha messo in seria difficoltà i bianconeri, che si sono salvati nel finale solo grazie a interventi decisivi del portiere Mattia Perin. Quel precedente da allenatore ha aggiunto un’altra nota amara alla sua storia personale con lo stadio torinese, un bilancio di pareggi e sconfitte che attende ancora di essere riscattato.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome