Borsa: Milano ko con invasione Ucraina. Crollo Unicredit e Pirelli, brilla Leonardo

I mercati, Piazza Affari compresa, vanno in 'risk off' dopo l'attacco all'Ucraina sferrato dalla Russia di Vladimir Putin

La Borsa di Milano, piazza degli Affari
La Borsa di Milano, piazza degli Affari

MILANO – I mercati, Piazza Affari compresa, vanno in ‘risk off’ dopo l’attacco all’Ucraina sferrato dalla Russia di Vladimir Putin. A Milano, la giornata è stata scandita dalle vendite, con il Ftse Mib che ha mandato in archivio la seduta con un tonfo del 4,15% a 24.877,51 punti.

Ha sofferto soprattutto il comparto bancario, con UniCredit che ha indossato la maglia di peggior titolo del listino, chiudendo con un ribasso dello 13,5%. La banca guidata da Orcel ha precisato in merito all’esposizione verso la Russia che la controllata AO Unicredit Bank rappresenta meno del 4% del patrimonio complessivo del gruppo e una percentuale ancora inferiore se si guarda a impieghi e asset totali. “La nostra banca in Russia rappresenta circa il 3% dei ricavi e del capitale allocato del Gruppo. Tutte le esposizioni presentano un elevato grado di copertura. La nostra controllata è molto liquida e autofinanziata”, rimarca una nota inviata da Unicredit.

Tra i peggiori del listino spicca anche Pirelli che ha ceduto circa il 10,4%. Nonostante i conti e la guidance positiva il mercato e gli analisti si sono concentrati sulla questione Russia. L’amministratore delegato del gruppo degli pneumatici, Marco Tronchetti Provera, ha indicato nel corso della conference call con gli analisti che gli impatti della crisi Ucraina su Pirelli, alla luce della sua presenza in Russia, saranno principalmente indiretti. Nelle retrovie anche altri due big finanziari: Banca Mediolanum e Banca Generali che hanno chiuso in calo rispettivamente del 8,6% e 8,5%.

In Borsa si è mosso controcorrente il titolo Leonardo (+4,3%). Sotto la lente per l’ex Finmeccanica la notizia che Airbus e l’Organizzazione congiunta per la cooperazione in materia di armamenti (OCCAR) hanno firmato il contratto globale Eurodrone, che include lo sviluppo e la produzione di 20 sistemi e 5 anni di supporto iniziale in servizio. Airbus Defence and Space, capocommessa, ha firmato in rappresentanza dei tre subappaltatori principali (Major Sub-Contractors, MSC), ovvero Airbus Defence and Space in Spagna, Dassault Aviation in Francia e Leonardo in Italia. Da parte sua, OCCAR ha firmato a nome delle quattro nazioni coinvolte nel lancio del programma, vale a dire Germania, Francia, Italia e Spagna.

Positive anche DiaSorin (+2,5%) e Amplifon (+2%). Dopo lo scivolone di questa mattina, ha recuperato terreno anche Saipem per chiudere a +1,8%. Oggi il gruppo attivo nel settore dei servizi petroliferi ha comunicato i conti 2021 che mostrano un Ebitda in rosso per 1,19 miliardi di euro. La società, che ha lanciato a gennaio il suo terzo profit warning consecutivo, ha precisato che sono state definite le linee guida del piano 2022-25, piano che sarà approvato il prossimo 15 marzo. Infine, ha comunicato che proseguono le interlocuzioni con Eni, Cdp e banche circa la manovra finanziaria.

Tra le big oil del Ftse Mib ha perso slancio Eni (-0,5%). Questa mattina le quotazioni del Cane a sei zampe erano state sostenute dal rally del petrolio, con il Brent che ha bucato la soglia dei 100 dollari al barile.

LaPresse

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