Brucellosi, al via il nuovo corso. A Roma passa la linea Petrenga

CASERTA (Sergio Olmo) – Bloccato dagli Uffici parlamentari nel corso del dibattito sulla Finanziaria 2023, approdato poi sui banchi del Senato in occasione della conversione in legge del decreto mille proroghe, l’ordine del giorno che di fatto boccia sonoramente i devastanti Piani regionali campani per l’eradicazione della brucellosi e della tubercolosi bufalina fortemente voluti dal governatore Vincenzo De Luca, passa il Rubicone e viene accolto dal governo Meloni. A proporlo e ad accompagnarlo praticamente fino alla sua approvazione in Commissione a Palazzo Madama, ci ha pensato la senatrice casertana Giovanna Petrenga, partendo proprio dal testo dell’emendamento alla manovra 2023 presentato a dicembre scorso da Fratelli d’Italia.

Il documento

Il documento, un atto di indirizzo ben preciso, impegna il governo ad intervenire sui nodi cruciali di una vertenza che rischiava di incancrenirsi e che affonda le sue radici nello scandalo dei dati Asl di Terra di Lavoro sugli abbattimenti delle bufale degli allevamenti casertani: oltre 140 mila abbattimenti per sospetta brucellosi o tubercolosi di capi risultati poi sani agli esami eseguiti post mortem. Una mattanza dunque indiscriminata che portando alla chiusura circa 300 aziende ha messo in ginocchio un’intera provincia peraltro su di una filiera che da secoli si sempre distinta di termini di eccellenza. Primo firmatario, il presidente della Commissione Agricoltura del Senato Luca De Carlo, l’ordine del giorno voluto con grande determinazione dalla senatrice Petrenga, è stato sottoscritto dall’intero gruppo di senatori campani di Fratelli d’Italia.

Gli scenari

In sostanza, il documento scardina quei fattori da sempre additati dagli allevatori bufalini che avrebbero permesso al governo regionale di poter procedere con massicci programmi di abbattimento dei capi in barba alle norme europee e con buona pace di chi ha potuto specularvi a man franca. Ed è proprio in ossequio alle norme europee e alle indicazioni dell’Oie, l’Organizzazione mondiale della sanità animale, che si muove il primo dei punti del documento. Parliamo dei nuovi piani provinciali per l’eradicazione delle infezioni bufaline per i quali si chiede che ad approvarli siano i ministeri dell’Agricoltura e della Sovranità Alimentare e della Salute. Piani, si sottolinea nel documento, che dovrebbero garantire la libera ma motivata possibilità ad opportune campagne di vaccinazioni per scongiurare quanto accaduto nei primi mesi del 2019, allorché De Luca, proprio quando la provincia di Caserta sembra sul punto di essersi indennizzata dall’infezione, stabilì il blocco delle vaccinazioni con la nota conseguenza di una ripresa dell’incidenza della brucellosi nel Casertano che passo da percentuali bassissime, vicine allo zero per risalire a valori prossimi al 20 per cento. Un disastro.

L’autocontrollo

Nel documento anche la garanzia del principio dell’autocontrollo e dunque il riconoscimento dell’allevatore quale primo operatore della sicurezza alimentare aziendale che può e deve avvalersi di veterinari aziendali e di laboratori riconosciuti dallo Stato per garantire la propria azienda ed i consumatori. Un diritto questo di fatto sempre negato da De Luca che non ha mai concesso agli allevatori la possibilità di procedere ad una contro-diagnosi contro l’incredibile marea di falsi positivi, viene riconosciuta agli allevatori. Inoltre il Tavolo Permanente per il monitoraggio della corretta attuazione delle norme comunitarie. C’è anche questo tema tra i punti rimarcati dall’ordine del giorno della senatrice Petrenga: l’attivazione di un organismo permanente da costituire presso il ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste, formato da rappresentanti del medesimo ministero dell’agricoltura e del ministero della Salute, dai responsabili, anche sanitari, della Regione e, soprattutto, dai rappresentanti del settore dell’allevamento bufalino, finalizzato a monitorare e verificare costantemente la corretta applicazione dei piani provinciali e delle speciali procedure operative, per scongiurare al massimo gli abbattimenti degli animali allevati.

La tracciabilità

Dulcis in fundo: la tracciabilità del latte bufalino per garantire il controllo igienico-sanitario della filiera di produzione definendo le modalità con cui l’Autorità competente, addetta al controllo igienico-sanitario dei prodotti di origine animale, ne assicuri la vigilanza nel rispetto delle norme sui sistemi e luoghi di produzione del 2014 e soprattutto del Regolamento europeo del 2017. Norme particolarmente severe con tanto di pesantissime sanzioni per chi non le osserva. L’Ordine del giorno è dunque un importante documento di indirizzo politico già accolto dal governo, approderà martedì in aula per essere approvato insieme all’intero pacchetto del Milleproroghe. Inizia un nuovo corso.
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