Covid, il politologo Mounk: “Con l’Omicron inizia la fine della pandemia”

Le parole dell'autore del bestseller 'Popolo vs Democrazia'

Foto LaPresse - Claudio Furlan 16 aprile 2021 - Milano (Italia) News Partenza da Stazione Centrale del treno Frecciarossa Covid Free e servizio gratuito di tamponi per covid 19 della Croce Rossa presso l’atrio della Stazione Photo LaPresse - Claudio Furlan April 16 , 2021 Milan ( Italy ) News Departure from Central Station of the Frecciarossa Covid Free train and free swab service for covid 19 of the Red Cross at the station concourse

MILANO – “Ci sono due modi in cui potrebbe finire nel 2022. Il primo è biologico: scoprire che Omicron non fa ammalare in modo grave la netta maggioranza delle persone e che l’esposizione a questa variante, se vaccinati, protegge da ceppi futuri; così l’oggettiva minaccia del Covid cesserebbe di essere significativa. Ma questa è una congettura. Non sappiamo se sarà così, anche se è una speranza e uno scenario plausibile. Il secondo modo in cui potrebbe finire la pandemia è sociale, come sostengo nell’articolo: consiste nel dire che ci siamo abituati al fatto che la nostra vita implicherà più rischi nel 2022 rispetto al 2019 ma collettivamente e individualmente scegliamo che vivere in modo un più normale valga la pena di correre quei rischi”. Lo dice in una intervista al Corriere della Sera il politologo Yascha Mounk, autore del bestseller ‘Popolo vs Democrazia’, sulla rivista The Atlantic.

“Anche se Omicron dovesse essere più pericolosa di quanto speriamo e anche se varianti future dovessero essere più gravi, sceglieremo di tornare ad una nuova normalità e non al lockdown – afferma – In questo senso che penso che il 2022 probabilmente porterà la fine della pandemia. Quel che eroicamente abbiamo scelto nella primavera 2020 sarà sempre l’eccezione nella Storia. Ora possiamo sperare di tornare ad una nuova normalità che sia sicura quanto lo era alcuni anni fa o possiamo temere una nuova normalità in cui i rischi associati al vivere la nostra vita continuino ad essere elevati; ma in ogni caso stiamo cominciando a rientrare in una sorta di normalità in cui il bisogno di vita sociale ha la precedenza sulla paura del contagio”.

(LaPresse)

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