Crisi, Calenda: “Non si risorge con un governo Frankenstein”

"I progressisti vengono sconfitti in tutto l’Occidente perché negli ultimi 30 anni non hanno visto la frattura profonda tra progresso e società che si stava determinando"

Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 29-04-2018 Roma Politica Mezz'ora in più. Ospite Carlo Calenda Nella foto Carlo Calenda Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 29-04-2018 Roma (Italy) Politic Mezz'ora in più. Guest Carlo Calenda In the pic Carlo Calenda Foto Fabio Cimaglia / LaPresse 29-04-2018 Roma Politica Mezz'ora in più. Ospite Carlo Calenda Nella foto Carlo Calenda Photo Fabio Cimaglia / LaPresse 29-04-2018 Roma (Italy) Politic Mezz'ora in più. Guest Carlo Calenda In the pic Carlo Calenda

MILANO – Crisi, Calenda: “Non si risorge con un governo Frankenstein”. “I progressisti vengono sconfitti in tutto l’Occidente perché negli ultimi 30 anni non hanno visto la frattura profonda tra progresso e società che si stava determinando. Non risorgeranno scappando dalle elezioni. I sovranisti si battono con idee nuove, coraggio e una classe dirigente all’altezza. Non con governi Frankenstein che hanno come unico obiettivo l’autopreservazione. Se la classe dirigente dell’opposizione non si sente in grado di affrontare le elezioni, si cambia la classe dirigente non ci si allea con gli avversari antidemocratici per evitarle”. Così in un’intervista a Repubblica l’ex ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda.

Un governo con i 5 Stelle? “Continuo a pensare che rappresenterebbe la fine del Pd. Si possono fare governi con chi ha idee diverse, non con chi ha valori diversi – afferma -. Ed è quello che abbiamo sostenuto fino a 15 giorni prima della più grande giravolta politica che le cronache ricordino. Spero che Gentiloni e Zingaretti diano segnali di esistenza in vita. Altrimenti il Pd già oggi spaccato nella base, e pieno di rancori nei vertici, morirà”.

Le dichiarazioni di Calenda

Per Calenda questa crisi “mostra con evidenza è il trasformismo e la spregiudicatezza di tutta la classe politica. Da Grillo a Renzi, da Salvini a Di Maio. È un discredito che amplierà il solco tra cittadini e politica, in un momento in cui dovremmo riportare le persone all’impegno”. Cosa sia aspetta da Conte in Senato? “Tutto o il contrario di tutto – dichiara -. È stato il presidente del Consiglio del peggior governo. Spero che il Pd non lo innalzi al ruolo di statista, sarebbe l’ultima beffa”.

Quando all’Iva, per disinnescare l’aumento “bisognerebbe partire dalla cancellazione di quota 100 e dalla revisione del reddito di cittadinanza, cancellando le tante cose ridicole come i navigator. È plausibile che il governo con i 5S lo faccia?”. E aggiunge: “Renzi e i renziani hanno attaccato violentemente fino a due settimane fa i compagni di partito che proponevano anche solo di parlare con i grillini. Renzi ha detto a Franceschini che era un politico finito in cerca di una poltrona. Ora chiama disertore chi è rimasto coerente con le idee che aveva. Hanno portato in politica un fanatismo molto simile a quello dei 5Stelle”.

“Nessun ultimatum – continua Calenda -. Sono coerente. Ho sempre creduto al rilancio del Pd da quando mi sono iscritto, il giorno dopo la peggiore sconfitta della storia del partito. Ho detto che non sarei rimasto in un partito che tradiva se stesso per andare con i 5Stelle”. Infine “non si battono i sovranisti con i governi degli sconfitti e dei timorosi”.

(LaPresse)

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