Crisi di Governo, incontro Salvini-Berlusconi per definire l’alleanza

I nodi dell'intesa: niente veti nè listone

Un patto di ferro, senza vie di fuga, che in passato hanno permesso a Matteo Salvini di scappare con i 5Stelle. Silvio Berlusconi e il leader del Carroccio si vedranno oggi in mattinata, forse a Palazzo Grazioli (la location ancora non è stata definita), e l’incontro è stato preparato in casa degli azzurri con dovizia di particolari. Forza Italia è divisa su questo nuovo accordo, tra chi non fa mistero di voler sfruttare la scia di consensi del Carroccio e chi invece non vuole essere schiacciato dal Capitano. Il Cav, sotto la pressione di Gianni Letta, che sta lavorando a un gruppo di moderati, a cui dovrebbero aderire anche i renziani, avrebbe messo in guardia l’ex premier dai rischi che porta con sé questa nuova liaison, durante un pranzo di lavoro a Roma con i capigruppo, Anna Maria Bernini e Maria Stella Gelmini, e il vicepresidente Antonio Tajani.

I nodi dell’intesa: niente veti nè listone

Berlusconi non si fida, ma da navigato uomo di politica, pragmatico e calcolatore, sa che questa al momento è l’unica strada percorribile per rinvigorire il partito. Niente veti però e soprattutto niente listone. L’accordo con la Lega e Fdi deve essere paritario con una spartizione di collegi sulla base dei sondaggi certo, ma anche la definizione di ministeri da affidare a Fi. Una coalizione a tutti gli effetti, con il leader azzurro che mira a due ministeri chiave: Giustizia e Mise. Tra i nomi spendibili Elisabetta Alberti Casellati (che in Senato come presidente ha fatto una precisa scelta di campo, spiegano) e la stessa Bernini.

Scontro su Mara Carfagna

Respinto al mittente invece il giuramento da parte di Berlusconi di non apparire come candidato alle elezioni politiche e soprattutto il veto posto dal leghista su Mara Carfagna. La vicepresidente della Camera rappresenta infatti un punto di forza per trainare l’eventuale coalizione al Sud, punto debole della Lega. Carfagna è stata annoverata tra i nomi corteggiati da Matteo Renzi e Maria Elena Boschi, ma la telefonata con il Cav, prima del suo arrivo a Roma, ha spazzato via ogni tipo di pettegolezzo. I due si sono concentrati sulla crisi in atto e soprattutto, hanno espresso reciproche preoccupazioni sulla manovra di bilancio e il rischi dell’aumento dell’Iva. Parlamentari vicini alla deputata azzurra confermano che Carfagna non farebbe alcun passo indietro se Berlusconi stringesse un patto ‘vero’ con Salvini, confermando una ‘appropriata’ rappresentatività ai rappresentati del Sud.

Il piano è predisposto ma non è ancora certo. Berlusconi non intende avallare il piano di Letta, ma fonti a lui vicine non escludono che in fase di consultazioni al Quirinale, davanti al capo dello Stato, Sergio Mattarella, le cose potrebbero ulteriormente cambiare.

(LaPresse/Donatella Di Nitto)

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