Ferrari ricorda Schumacher: gli aneddoti del team

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Cronache sport formula1
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La Ferrari ha celebrato a Monza i 30 anni dalla prima vittoria di Michael Schumacher con una livrea speciale. Un’occasione per ricordare non solo il pilota, ma l’uomo. Attraverso le parole di chi ha lavorato con lui, come Luigi Fraboni e Diego Ioverno, è emerso il ritratto di un campione attento e umano.

Schumacher ha costruito i suoi successi cementando il gruppo. Diego Ioverno ha ricordato la sua passione per il calcio: “Ci costringeva a giocare ogni volta che era possibile. Non per divertirsi, ma per vincere, scegliendo i compagni per avere sempre la squadra più forte”.

Quelle partite, come i weekend sulla neve organizzati da lui, erano strumenti per creare un forte spirito di squadra. “Era un piacere condividere questi momenti con lui, come con un grande amico”, ha raccontato Luigi Fraboni, sottolineando la carica che il pilota sapeva trasmettere.

La sua grandezza risiedeva nell’attenzione per ogni membro del team. “Quando mi sono sposato, ho ricevuto i fiori da parte sua”, ha confidato Fraboni. Un’umanità manifestata in episodi emblematici, come durante un test a Fiorano nel 2002.

“La squadra era esausta. Michael è arrivato, ha guardato le nostre facce e ha deciso di annullare la giornata di prove”, ha spiegato Ioverno. Lo stesso rispetto è emerso nel 2000, quando, come ha ricordato Pietro Timpini, “fermò la festa per il titolo Costruttori e aspettò che anche chi stava ancora lavorando potesse unirsi agli altri”.

In pista, Schumacher è stato il prototipo del pilota moderno, anticipando un metodo di lavoro diventato poi standard. “Il valore di Michael l’ho capito negli anni a venire”, ha ammesso Ioverno. La sua preparazione atletica, la cura della vettura e l’analisi dei dati erano meticolose.

Era un pilota che voleva comprendere ogni dettaglio. “Passava ore a guardare i dati con i suoi ingegneri. Era un maniaco del traction control”, ha ricordato Ioverno. Durante le gare, osservava persino la corsa dai maxischermi a bordo pista per avere un quadro completo, non limitandosi alle comunicazioni radio.

Di quel metodo a Maranello sono rimasti valori fondamentali. “L’attenzione ai dettagli, imparare dagli errori senza colpevolizzare e la consapevolezza che ogni membro è cruciale”, ha sintetizzato Ioverno. Approcci che la Ferrari ha sviluppato con Michael e che permangono.

Se dovesse essere descritto con un solo aggettivo, la scelta sarebbe “generoso”. Forse il segreto meno visibile, ma più importante, dei suoi trionfi.

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