Venti di guerra tra Gaza e Israele: otto le vittime tra cui neonata e donna incinta

LAPRESSE / AFP

ROMA – Ancora venti di guerra tra Gaza e Israele con una serie di raid in cui hanno perso la vita anche una bambina di 14 mesi e una donna incinta che era con lei.

La tensione

E’ cresciuta venerdì sera, durante gli incidenti al confine della Striscia con un bilancio di 4 palestinesi (fra cui due miliziani di Hamas) uccisi e altri 50 feriti mentre due militari israeliani venivano colpiti e feriti da un cecchino della Jihad islamica. Jihad, ritenuta vicina all’Iran, è nel mirino dell’esercito israeliano ed è accusata di aver sistematicamente cercato di destabilizzare le intese fra Israele e Hamas basate sulla formula: ‘La calma in cambio di aiuti economici alla Striscia’

I raid

Dalla Striscia è partita una pioggia di 200 razzi con la risposta dello stato ebraico che non si è fatta attendere. Raid in cui hanno perso la vita anche una bambina di 14 mesi e una donna incinta che era con lei. Nuovi venti di guerra che spezzano dunque un periodo di calma, seppur precaria, puntellata da intese verbali messe a punto da Egitto, Qatar e Onu.

Mentre in Israele si osservava il riposo sabbatico da Gaza sono partite all’alba le prime salve di razzi. Prima verso le località più vicine. Poi, col trascorrere delle ore, si sono registrati lanci in profondità. Al suono delle sirene – che hanno continuato a lanciare l’allerta per tutta la giornata – centinaia di migliaia di israeliani hanno dovuto a più riprese correre nelle stanze protette dei loro appartamenti o nei rifugi, con un preavviso di pochi secondi per mettersi in salvo.

La condanna

Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha espresso su twitter la sua “forte condanna per l’attacco israeliano contro l’ufficio della Anadolu a Gaza”.  Secondo il portavoce militare israeliano, l’edificio di quattro piani colpito in serata a Gaza City dall’aviazione israeliana ospitava gli uffici dell’intelligence militare e della sicurezza generale di Hamas. A quanto pare, Israele ha dato un avvertimento a chi si trovava al suo interno perché potesse mettersi tempestivamente in salvo. Ma nell’edificio colpito c’erano anche gli uffici di corrispondenza dell’agenzia di stampa turca Anadolu. L’azione, durante la quale non ci sono state vittime, ha provocato la dura reazione di Ankara.

Le accuse

Israele intanto accusa la Jihad islamica come motore principale della nuova escalation a Gaza. Lo ha detto il portavoce militare Jonathan Conricus, secondo cui la Jihad ha poi trascinato Hamas nella tensione attuale. “La settimana scorsa la Jihad – ha spiegato – ha sparato un razzo verso il sud di Israele. Ieri un suo cecchino ha ferito due soldati e inoltre negli ultime ha intensificato gli sforzi per attivare un tunnel di attacco sotto il confine con Israele. E’ stata la Jihad a provocare l’attuale destabilizzazione”.

Le minacce alla centrale atomica

La Jihad islamica minaccia di colpire importanti obiettivi strategici in Israele, se l’aviazione israeliana non cesserà gli attacchi a Gaza. In un comunicato la Jihad avverte che potrebbe attaccare la centrale atomica di Dimona, l’aeroporto Ben Gurion di Tel Aviv ed i porti di Ashdod e di Haifa. Secondo la radio militare i voli da e per l’aeroporto Ben Gurion sono già stati deviati verso una rotta settentrionale che sorvola la città di Natanya.

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