Inflazione: a settembre balza al top. Fiammata dai prezzi dell’energia al +20,2%

Mentre si attende il 1 ottobre per capire di quanto effettivamente aumenteranno le bollette nelle tasche degli italiani, dall'Istat arrivano nuove conferme sull'aumento dei prezzi dell'energia.

FOTO DI REPERTORIOLAPRESSE

MILANO – Mentre si attende il 1 ottobre per capire di quanto effettivamente aumenteranno le bollette nelle tasche degli italiani, dall’Istat arrivano nuove conferme sull’aumento dei prezzi dell’energia. A rimarcare quella che ormai può definirsi impennata sono i dati relativi all’inflazione. Questa a settembre registra una diminuzione dello 0,1% su base mensile, ma un aumento del 2,6% su base annua. Una corsa che porta il valore dell’inflazione a un livello che non si registrava da ottobre 2012.

La fiammata viene appunto dai prezzi dell’energia. A sostenere la crescita sono infatti – segnala l’istituto di statistica – i prezzi dei beni energetici, che passano dal +19,8% di agosto al +20,2% di settembre. Ad aumentare, sottolinea l’Istat, sono sia i prezzi di quelli della componente regolamentata (da +34,4% a +34,3%) sia dei prezzi di quella non regolamentata (da +12,8% a +13,3%).

Oltre all’aumento molto ampio dei prezzi dell’energia si registrano accelerazioni della crescita dei prezzi anche in altri comparti. Tra tutti quelli dei beni alimentari, per la cura della casa e della persona, che avanzano dell’1,2% e quelli dei prodotti ad alta frequenza d’acquisto (a +2,8%). Coldiretti segnala come a calare sia solo il prezzo della frutta fresca, che segna una riduzione del 2,5% in netta controtendenza rispetto all’andamento generale.

Un calo – sottolinea la Coldiretti – che pesa anche sui compensi riconosciuti agli agricoltori che in molti casi hanno subito pesanti danni a causa del clima pazzo del 2021, che ha decimato i raccolti con danni stimati complessivamente vicino al miliardo di euro. A crescere meno dell’inflazione sono – precisa la Coldiretti – in realtà i prezzi dell’intero comparto alimentare che aumentano dell’1,3%, la metà dell’indice generale. Una situazione che – evidenzia la Coldiretti – sta “creando difficoltà a molte imprese per la stangata sulla bolletta energetica che ha un effetto valanga, aumentando i costi di produzione della filiera agroalimentare”.

Non si fanno attendere i commenti delle associazioni dei consumatori. “Dato grave e allarmante. Nonostante il calo congiunturale dell’inflazione, dovuta al fatto che gli italiani hanno finito le ferie ed è venuta meno la stangata sulle vacanze, l’inflazione annua si impenna in modo preoccupante”, afferma Massimiliano Dona, presidente dell’Unione Nazionale Consumatori. Per il presidente dell’Unc, “serve subito un secondo intervento che includa anche le accise sulla benzina e sul gasolio, saliti in un anno, rispettivamente, del 18,4% e del 17,9%, ma che ritorni anche su luce e gas”.

di Francesca Conti

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