Il mercato della Juventus ha registrato una brusca frenata sul fronte del centrocampo. La trattativa per portare Franck Kessié a Torino, che sembrava ben avviata, si è interrotta improvvisamente, lasciando l’ambiente bianconero con l’amaro in bocca. A fare luce sulla vicenda è stato direttamente il tecnico Luciano Spalletti, che ha fornito la sua versione dei fatti.
Contrariamente a quanto si potesse pensare, l’allenatore non ha mostrato delusione o rancore nei confronti del giocatore. “Assolutamente no, non sono deluso da lui”, ha dichiarato Spalletti in conferenza stampa. “Il direttore ha già spiegato come sono andate le cose e io mi attengo a questo. Al ragazzo auguro solo il meglio per la sua carriera”.
Il tecnico ha poi aggiunto un dettaglio fondamentale che cambia la prospettiva dell’intera operazione. Kessié stesso ha sentito il bisogno di fornire una spiegazione per il suo rifiuto. “Si è scusato, ha illustrato le sue motivazioni”, ha proseguito Spalletti. “Ha detto che gli avrebbe fatto molto piacere giocare nella Juventus, un desiderio che accomuna tanti calciatori. Questo gesto dimostra la sua professionalità”.
Le negoziazioni sono saltate a poche ore dalla chiusura, quando tutti gli indizi portavano a una fumata bianca. Secondo le ricostruzioni, l’intesa di massima tra il club e il giocatore era stata raggiunta, ma alcuni dettagli legati alle commissioni richieste dall’entourage avrebbero fatto arenare l’accordo in modo definitivo, costringendo la dirigenza juventina a ritirarsi dal tavolo.
L’arrivo del centrocampista ivoriano avrebbe garantito a Spalletti un innesto di grande fisicità, dinamismo ed esperienza internazionale, qualità che il tecnico aveva espressamente richiesto per rinforzare la linea mediana. La sua capacità di ricoprire più ruoli e il suo curriculum, con esperienze significative al Milan e al Barcellona, lo rendevano il profilo ideale per le ambizioni del club.
Sfumato questo obiettivo, la Juventus dovrà ora rivedere le proprie strategie. La dirigenza tornerà a valutare profili alternativi per completare il reparto, consapevole che il tempo stringe. L’episodio ha comunque confermato le difficoltà di un mercato sempre più condizionato da variabili esterne al rettangolo di gioco.






