Lautaro Martinez ha giurato fedeltà all’Inter, club che ormai considera casa sua e con cui vorrebbe chiudere la carriera. Una dichiarazione d’amore netta che arriva insieme a una confessione inaspettata, un momento di buio superato che ha rischiato di cambiare la storia recente del club.
Il capitano nerazzurro ha infatti rivelato di aver vissuto un periodo di profonda crisi dopo l’ultimo Mondiale per club. “Ho sofferto molto, ero devastato”, ha ammesso l’attaccante. Un malessere tale da fargli considerare l’addio: “Dentro di me percepivo la sensazione che se fosse arrivata un’offerta importante forse…”. Quello stato d’animo ha portato al duro sfogo pubblico dopo l’eliminazione, un gesto fatto per scuotere l’ambiente e anche se stesso.
Oggi quello è solo un lontano ricordo. L’attaccante argentino si sente “felice e sicuro”, si muove in campo con spensieratezza e la sua vita a Milano è stabile e serena. La famiglia è felice, i figli vanno a scuola e il legame con la città è forte. Un equilibrio costruito con fatica, superando ostacoli personali e professionali anche grazie al supporto di uno psicologo, un aiuto che ha definito fondamentale per gestire la pressione e i dubbi.
La forza per superare le difficoltà, Lautaro l’ha trovata nelle sue radici. Ha raccontato un’infanzia segnata da ristrettezze economiche, quando la sua famiglia faticava ad arrivare a fine mese. Il padre, ex calciatore nelle serie minori, si è reinventato infermiere e la madre faceva la colf. Per quasi tre anni hanno vissuto a casa di un amico, ma di quel periodo il capitano nerazzurro conserva un ricordo sereno: “Ero felice. Ho imparato l’umiltà e il rispetto che ora trasmetto ai miei figli”.
Un percorso di crescita che lo ha portato lontano da Bahia Blanca, prima a Buenos Aires con il Racing e poi a Milano. Una strada non sempre in discesa, segnata dalla malinconia e dalla lontananza dalla famiglia. Questo “doblete”, Scudetto e Supercoppa, ha un sapore speciale e una dedica precisa: “È per mia nonna Olga, che non sta bene. Mi ha fatto emozionare”.
Leader in campo e fuori, Martinez ha parlato anche del suo ruolo di capitano, definendolo una dote innata, e del suo futuro. Sul campo, l’obiettivo è continuare a segnare, con uno sguardo al record di Giuseppe Meazza. Una volta appese le scarpe al chiodo, però, il suo destino sembra già scritto e lontano dai riflettori: “Non rimarrò nel calcio, è un ambiente che non mi piace. Sparirò”.




