Mafia, venti di guerra a Mondragone. I Fragnoli puntano all’affare slot

Rinvigoriti dalle recenti scarcerazioni, stanno tentando di affiancare allo spaccio altri business illeciti

MONDRAGONE – Dopo decenni trascorsi dietro le sbarre, diversi personaggi che prima di finire in cella avevano occupato ruoli di vertice nell’organizzazione mafiosa, negli ultimi mesi hanno rimesso piede in città. E alcuni di loro, da uomini liberi, sembrerebbero essersi nuovamente tuffati nei business illeciti.

Tra le cosche che hanno maggiormente beneficiato delle scarcerazioni ‘eccellenti’ c’è quella dei Fragnoli. Questo gruppo, oltre ad approfittare degli spazi creatisi nel settore dello spaccio di droga a seguito delle recenti retate che hanno disarticolato reti di pusher ben strutturate (una delle quali era ‘benedetta’, secondo la Dda, dal boss Angelo Gagliardi), ora pare intenzionata pure a farsi strada nell’affare delle slot machine. Alcuni rappresentanti della cosca Fragnoli si starebbero attivando, infatti, per ottenere una quota di mercato nel settore delle macchinette, un’operazione che, se dovesse andare in porto, garantirebbe loro un flusso costante di denaro in grado di rimpinguare le casse del gruppo. Poter contare su liquidità sicura, per l’organizzazione, chiamata ancora a ‘mantenere’ gli affiliati che si trovano in carcere (ed evitare così di spingerli a collaborare con la giustizia), è fondamentale.

Se i Fragnoli sono impegnati a rimettersi in sesto, il gruppo La Torre (o Chiuovi) di certo non sta a guardare. Pur essendo probabilmente il più debole, a Mondragone, come potenza “militare” (rispetto proprio ai Fragnoli e a ciò che resta dei Pagliuca), sfruttando le recenti scarcerazioni e il loro storico peso criminale, avrebbe iniziato a far sentire la sua presenza sul territorio pressando su alcuni imprenditori attivi non solo a Mondragone, ma anche tra Carinola e Falciano del Massico.
Se sono bastate queste recenti e consistenti liberazioni di mafiosi a determinare tensioni in città (altro elemento da non sottovalutare: tra i La Torre e i Fragnoli non corre buon sangue), con l’imminente ritorno in libertà di ulteriori pezzi da novanta dei vari clan, come il boss Giuseppe Fragnoli (padre di Luigi e Giacomo, entrambi già fuori), Salvatore Pagliuca e Alessandro Sbordone (se questi non dovessero abbandonare le logiche mafiose che li hanno accompagnati negli ultimi anni della loro esistenza), allora c’è il rischio che, in questa caotica fase di riorganizzazione criminale, si generino anche scontri fisici. Ma a monitorare il tutto ci sono gli investigatori, coordinati dall’Antimafia: hanno ben alzate le antenne e appena riterranno opportuno sicuramente interverranno.

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