Marche: transizione energetica in forte ritardo

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Transizione energetica
Transizione energetica

Le Marche sono in grave ritardo sul percorso di transizione energetica. L’obiettivo fissato dal “burden sharing”, che prevede l’installazione di 2,3 GW di nuova potenza da fonti rinnovabili entro il 2030, appare ancora un miraggio. La regione si trova a un punto morto, con numerosi progetti bloccati e un divario significativo da colmare per raggiungere i target europei.

Secondo i dati dell’Osservatorio REgions 2030, curato da Elemens e Public Affairs Advisors, quattro grandi progetti fotovoltaici per 108 MW complessivi e otto parchi eolici per 470 MW sono attualmente fermi in attesa della valutazione del Ministero dell’Ambiente. A livello regionale, altri progetti per 235 MW di solare e 90 MW di eolico sono in fase di valutazione, ma le loro probabilità di essere realizzati sono considerate scarse.

La strategia annunciata dalla Regione Marche è chiara: puntare sul sole come fonte energetica primaria. Questa scelta si riflette nei numeri: dal 2020 a maggio 2024 sono stati autorizzati 182 impianti fotovoltaici, quasi tutti di piccola taglia, ma nessun impianto eolico. Giacomo Bugaro, assessore regionale allo Sviluppo economico, ha spiegato le ragioni: «Non posso negare che ci siano forti resistenze nei confronti delle installazioni eoliche, poiché le aree ventose si trovano nell’Appennino, zone di elevato valore ambientale e paesaggistico».

Anche il fotovoltaico su larga scala incontra ostacoli, soprattutto quando proposto in aree agricole, a causa del timore di snaturare il paesaggio collinare. Questa situazione ha reso le Marche poco attraenti per gli investitori. Come ha sottolineato Tommaso Barbetti, partner di Elemens, la regione ha ricevuto meno richieste di autorizzazione rispetto a quasi tutto il resto d’Italia. Il territorio complesso e un “business environment” percepito come sfavorevole hanno giocato un ruolo decisivo.

Attualmente, l’energia prodotta da fonti pulite copre meno di un terzo del fabbisogno regionale (2.381 GWh su 7.400 GWh annui). Il solare rappresenta la quasi totalità della produzione verde (67,3%), con 59.000 impianti che fanno delle Marche la regione con il maggior numero di installazioni per abitante. Tuttavia, rispetto al target intermedio di 930 MW fissato per il 2026, mancano ancora 114 MW, che diventeranno 1,68 GW da recuperare per il 2030.

Uno studio della Politecnica delle Marche ha evidenziato che sarebbe possibile raddoppiare la superficie dedicata al fotovoltaico fino a 900 ettari, utilizzando tetti industriali, aree urbane e terreni abbandonati. Ciononostante, la burocrazia e le proteste locali continuano a frenare lo sviluppo, avendo portato alla bocciatura di progetti persino all’interno di cave dismesse.

Le altre fonti rinnovabili contribuiscono in minima parte. L’eolico produce appena 27,8 GWh, l’idroelettrico è quasi interamente sfruttato e in calo (255,1 GWh), mentre il termoelettrico da biomasse si attesta su 495,2 GWh. La geotermia ad alta entalpia, infine, è del tutto assente.

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