Marcianise, muore in casa prima del processo

Era accusato di stalking nei confronti di moglie e figlio: ieri la tragedia in via Fuccia. Il dipendente dell’aeroporto di Grazzanise oggi avrebbe dovuto affrontare l’udienza di convalida per il divieto di avvicinamento

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MARCIANISE – Oggi doveva essere il giorno dell’udienza di convalida per lui nel procedimento per stalking nei confronti di moglie e figlio. Qualche giorno fa infatti era stato colpito da un’ordinanza di divieto di avvicendamento alla donna e al ragazzino. Ieri pomeriggio però Carmine Alberico, 40 anni, è stato trovato senza vita nel suo appartamento in cui viveva in via Fuccia. Stando ad un primo esame esterno del cadavere, l’uomo sarebbe deceduto da qualche giorno. Qualcuno ha dato l’allarme dopo che per qualche giorno non dava più notizie di sé. Non si vedeva in giro, cellulare muto.

Poi la tragica scoperta. Alberico, dipendente civile presso l’aeroporto militare di Grazzanise, è stato trovato senza vita nel suo appartamento. Dopo la constatazione del decesso sul posto sono giunti gli agenti di polizia del Commissariato di polizia di Marcianise. Su disposizione del magistrato di turno presso la Procura della Repubblica del tribunale di Santa Maria Capua Vetere il cadavere è stato trasportato presso l’Istituto di Medicina Legale dell’azienda ospedaliera di Caserta. In quella sede si deciderà se eseguire un esame autoptico oppure una sola ricognizione esterna del cadavere.

Sul corpo non ci sono segni di violenza e nulla fa pensare ad un gesto autolesionistico. L’ipotesi maggiormente probabile fino ad ieri sera era quella di un malore che ne ha causato l’arresto cardiocircolatorio. L’uomo era stato colpito dal divieto di avvicinamento a moglie e figlio la scorsa settimana. Assistito dall’avvocato Nicola Musone doveva comparire oggi in udienza per la convalida del provvedimento. Un’udienza che non si terrà mai più.

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Antonio Casapulla
Giornalista dal 1992, marito e padre. Ama il basket americano, l'antropologia culturale, i fumetti degli anni Ottanta e il cibo della tradizione contadina casertana. Nel corso della sua carriera ha seguito con grande professionalità soprattutto le vicende relative alla criminalità organizzata in provincia di Caserta, maturando un'esperienza sul campo che fa di lui, oggi, uno dei maggiori esperti della storia del clan dei Casalesi in Italia. Nel corso degli anni si è occupato di politica, sport e problematiche del territorio, tanto nelle città quanto nei piccoli centri di provincia, dove la copertura informativa è spesso carente. Insomma, è uno in grado di tirare fuori notizie interessanti anche in quei luoghi nei quali, apparentemente, non si muove una foglia.

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