Medioriente, Di Maio: “L’obiettivo è fermare il conflitto. Ue prenda posizione unica”

Foto AP / Kemal Softic in foto Luigi Di Maio

ROMA “L’obiettivo dell’Italia è “fermare immediatamente” il conflitto israelo-palestinese “per prevenire la perdita di ulteriori vite umane”. Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio, esprime così la posizione del governo in merito a quanto sta accadendo in medioriente. L’imperativo è quello di “cessare immediatamente il confronto militare in atto per restituire agli israeliani e ai palestinesi il diritto di vivere in pace e in sicurezza”.

“L’Italia – prosegue – ha fatto sentire la propria voce, esprimendo da subito profonda preoccupazione”. Occorre però che l’Ue prenda “una posizione chiara e unitaria” e lavori per “riportare la calma” affinché si possa tornare al tavolo negoziale mettendo in campo qualsiasi sforzo per “avviare misure di de-escalation”.

Restando a quanto sta accadendo in queste ore Di Maio esprime “la ferma condanna del lancio di razzi da parte di Hamas “che come Unione europea consideriamo un’organizzazione terroristica”. Una pratica “inaccettabile e ingiustificabile, a prescindere dalle circostanze”. Allo stesso tempo l’Italia riconosce “il diritto di Israele di proteggere la propria popolazione civile” con una risposta che, comunque, deve essere “proporzionata all’attacco subito e nel pieno rispetto del diritto umanitario internazionale”.

Una situazione “drammatica” e potenzialmente esplosiva. Pertanto – il pensiero di Di Maio – occorre “compiere ogni sforzo per evitare un estensione del conflitto”. Entrambe le parti quindi devono “astenersi da provocazioni e incitamento all’odio”. Il pensiero corre in primis a Gerusalemme.

“Deve tornare ad essere città di pacifica convivenza, non di intolleranza né di nuovi spargimenti di sangue”, sentenzia il ministro. A tal fine è necessario “che lo status quo dei Luoghi Santi venga rigorosamente rispettato”. Secondo il ministro degli Esteri poi le ostilità di questi giorni hanno confermato anche “l’insostenibilità della situazione umanitaria e socio-economica a Gaza, una situazione che va affrontata con urgenza”.

Per il titolare della Farnesina la sola via per una stabilizzazione duratura è “una soluzione a due Stati, giusta e sostenibile, negoziata direttamente tra le parti, in linea con i parametri stabiliti dal diritto internazionale e dalle rilevanti risoluzioni del Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite”.(LaPresse)

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