Ruben Amorim ha recentemente sottolineato la sua filosofia: creare stabilità e meccanismi di gioco noti a tutti i componenti della rosa. Per il tecnico, il collettivo prevale sull’individuo e avere un gruppo in cui ogni giocatore ha assimilato i concetti tattici rende più semplice la gestione della partita, incluse le sostituzioni.
Questa visione ha già dato i suoi frutti. Nonostante il percorso in rossonero sia solo all’inizio, il Milan ha ottenuto il massimo dalle prime due partite di campionato proprio grazie ai cambi operati dall’allenatore portoghese.
Contro il Torino, la svolta è arrivata al 56° minuto, con l’ingresso di Rabiot e Modric al posto di Loftus-Cheek e Jashari. Otto minuti dopo, un’azione avviata dai nuovi entrati ha portato al gol di Cisse, servito da Rabiot. È stato poi lo stesso Rabiot a chiudere l’incontro segnando il gol del raddoppio, una mossa che ha premiato la scelta di Amorim di impiegarlo nonostante una condizione fisica non ancora ottimale.
Lo scenario si è ripetuto contro il Venezia. Anche in quell’occasione, Rabiot è partito dalla panchina, ma è stato un altro subentrato a rivelarsi determinante. Al 59° minuto, Amorim ha operato una scelta drastica, sostituendo entrambi i trequartisti, Cisse e Loftus-Cheek, con Saelemaekers e lo stesso Rabiot.
Dieci minuti dopo il suo ingresso, l’esterno belga ha fornito a Ramos il pallone per il sinistro vincente. Un assist preciso che ha permesso all’attaccante di segnare il gol che ha sbloccato una partita complicata. Saelemaekers ha poi contribuito anche all’azione che ha portato all’autogol di Halhal, lanciando Jashari verso la porta avversaria.
Il successo dei giocatori subentrati conferma la bontà delle scelte di Amorim e dimostra la profondità della rosa a sua disposizione. Avere a disposizione diverse soluzioni efficaci dalla panchina si sta rivelando un fattore determinante per il Milan in questo avvio di stagione, validando la strategia del tecnico.





