Ospedali a rischio paralisi, ‘sveglia’ a Fico. La denuncia: “Aggressioni, superlavoro e tagli ai turni notturni”

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Ospedale del Mare
Ospedale del Mare

NAPOLI – Nelle corsie degli ospedali partenopei la tensione resta alta e il rischio di un collasso del sistema non riguarda soltanto la prima linea. Il sindacato Nursing Up, con il responsabile provinciale Lello Pavone, rinnova il giudizio positivo per l’intesa sull’indennità di pronto soccorso destinata al personale di Pronto soccorso, Osservazione breve e 118, un accordo voluto e sottoscritto per dare risposte economiche a chi lavora nell’emergenza-urgenza. Tuttavia, l’assistenza sanitaria non si ferma alle ambulanze: inizia nei Pronto Soccorso e prosegue ogni giorno nei reparti e nelle degenze degli ospedali. Il sindacato rivolge un accorato appello al presidente della Regione Roberto Fico affinché l’attenzione si estenda a tutti i professionisti — infermieri, ostetriche, tecnici e operatori socio-sanitari — che garantiscono la continuità assistenziale nelle degenze ordinarie e specialistiche, affrontando criticità non più sostenibili.

A complicare il quadro intervengono le recenti direttive dell’Asl Napoli 1 Centro. Con una nota inviata ai Direttori medici dei presidi ospedalieri (Ospedale del Mare, San Giovanni Bosco, San Paolo, Pellegrini, Loreto Nuovo e Capri), la dirigenza delle professioni infermieristiche e ostetriche, a firma delle dottoresse Rosaria Parmigiano e Pasqualina Esposito, ha disposto una riorganizzazione del personale a decorrere da settembre. L’indirizzo aziendale impone di concentrare gli operatori nella fascia diurna (8-20) per razionalizzare i processi e ridurre lo straordinario. Una misura dettata da esigenze di bilancio che rischia però di appesantire la gestione dei turni e ridurre le forze in campo nelle ore notturne.

In questo scenario, Nursing Up richiama l’attenzione sulle drammatiche criticità delle corsie. Si registra innanzitutto la piaga delle aggressioni fisiche e verbali nelle degenze, dove la permanenza di pazienti e familiari fa esplodere la tensione a danno del personale, costretto a gestire sotto organico la frustrazione dell’utenza. A ciò si aggiunge l’usura scientificamente provata dei turni notturni, che provocano gravi alterazioni psicofisiche e forte stress lavoro-correlato. Infine, pesa la fuga dagli ospedali: il burnout e la scarsa attrattività economica spingono molti professionisti ad abbandonare i reparti, esponendo le strutture alla paralisi.

La sanità pubblica si difende potenziando il personale sia sul piano organizzativo sia economico, dichiara Pavone, evidenziando come il benessere organizzativo debba essere la priorità dei dirigenti sanitari per garantire la sicurezza delle cure. Dopo anni di tagli, l’era Covid e l’uscita dal piano di rientro regionale, occorre cambiare passo e mettere il bene dei pazienti al centro, superando la sola logica dei bilanci. Nursing Up chiede quindi alla Regione di aprire la contrattazione decentrata in tutte le Asl per istituire un incentivo economico per i reparti, premiare la continuità assistenziale e la disponibilità al lavoro notturno, restituendo attrattività al lavoro in ospedale.

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