PeppOh racconta a “Cronache” ‘Nuvole nuove’: “Dopo la pioggia si vede il sole”

“E’ simbolo di speranza. Alzando gli occhi il cielo mostra il cambiamento”. Il rapper domenica canterà i brani del nuovo album al Tarumbò di Caserta

CASERTA (Angela Garofalo) – Secondo album per il rapper PeppOh dal titolo ‘Nuvole nuove’, uscito il 30 gennaio. PeppOh sarà in concerto domenica a Caserta e il 24 a Pomigliano d’Arco. Nell’album diciotto brani in cui armonicamente s’incrociano rap, blues, jazz e soul. L’anima musicale di Giuseppe Sica al secolo PeppOh è policroma e mutante come le nuvole. Mai ferme e uguali. E’ un disco targato ‘Sodo Studio’ e prodotto per conto di ‘AreaNordAmmmò’, si connota già dai primi brani come un revival del rap inizio anni ‘90, riprova che il mondo musicale corre così veloce da consegnarci come ricordi, sounds dell’altro ieri. Ma è l’esatto sprono con cui nasce questo disco, il secondo di PeppOh che ha fatto della musica tutta, e in particolare della black, il suo punto di riferimento. I diciotto brani dell’album ne sono un riflesso fedele. In ‘Nuvole nuove’ i brani: Totale, My people, Storia e’ salvezza, Il tempo lo sa, Nuvole blues, Tuttappost, Te po servì, Mammà, N’ata vita, Where is the rapstar, Nuvole jazz, Me piace accussì, Vir ‘addò ‘o vutt, Carillon stunat, Voglj durmì, Nuvole Soul, Che te ngazz ‘a ffà, Più su.

La parte melodica e cantata è curata. Alterna sapientemente il dialetto napoletano alla lingua italiana, con tre intermezzi che rappresentano a pieno il concetto del cucito su misura del suo universo musicale, mai banale. Ospiti del disco artisti della scena partenopea: non solo colleghi come Oyoshe, Op. Rot, Ntò, ma anche lo stesso Speaker Cenzou, e le voci di Roberto Colella, frontman de ‘La Maschera’, Valerio Jovine, Francesco di Bella, Simona Boo, ex voce femminile dei 99 Posse, il sax di Daniele Sepe e i Rhodes di Mario Nappi. ‘Nuvole nuove’ nasce dal sodalizio artistico con Speaker Cenzou, al secolo Vincenzo Artigiano, leggenda del rap napoletano e italiano degli anni’ 90 in veste di produttore artistico e PeppOh in veste di autore. Uniti in una espressione musicale trap rap, blues, jazz e soul. Collaborazione tra i due che risale al 2013, anno in cui Cenzou lavora al singolo intitolato ‘Qui Ora’, secondo estratto da ‘Sono un cantante di Rap’ primo disco all’attivo di PeppeOh.

PeppOh, classe ‘89, scopre il rap e l’hip-hop all’età di 13 anni. Influenzato da suoni come reggae, funky, blues, comincia per gioco con amici a freestyle-are in macchina nel tempo libero, senza grosse pretese. Comincia a fare sul serio, a giocare seriamente, insieme agli amici di una vita, iniziando a registrare le prime strofe. In questa prima fase nasce il primo progetto ‘Pazziata-tà Ep’, 6 tracce tutte firmate Shadaloo prod. In seguito GamesAndSeriousness si allarga fino a diventare, nel maggio 2012, una vera e propria ‘Family’ con l’aggiunta di altri giovani appassionati e talentuosi. Il G.A.S. Mixtape Vol.1 sentenzia di fatto la nascita della famiglia e l’entrata in scena di ogni singolo componente della Fam. Nel frattempo PeppOh comincia a lavorare al proprio progetto Clap Clap Ep, un lavoro di 8 tracce completamente autoprodotto con il socio Shadaloo alle produzioni ed inizia ad intrattenere rapporti con buona parte della scena attraverso collaborazioni, sia in studio che sul palco. A settembre del 2012 partono i live. PeppOh ha all’attivo ‘Sono un cantante di Rap’, un LP composto da 15 tracce, curate da Fabio Shadalo edito e distribuito da Full Heads e Audioglobe, ed è bastato questo primo lavoro per permettere allo stesso PeppOh di prendere parte a grandi eventi quali il: concerto per i Precari a Piazza Dante, il Pozzuoli Folk Festival, showcase a Carmagnola e in altre parti d’Italia, ospitate in radio, brani in heavy rotation e forti collaborazioni con tutta la scena musicale partenopea, una su tutte quella con il padre artistico Speaker Cenzou, con il quale attraverso ‘Il Nucleo’ si cerca di scrivere una nuova pagina di storia della Neapolitan Power.

Cominciamo da PeppOh…

Deriva da uno slang. I miei amici al primo anno di università iniziarono a chiamarmi cosi perché c’era un amico di Bari che invece di chiamarmi Peppe, dava questo intercalare con ‘Oh’.

‘Nuvole nuove’ perché vento di novità?

Sta a indicare la nuvola come cambiamento, novità e quindi la speranza di vedere dopo la pioggia il sole. Alzando gli occhi al cielo guardare le nuvole che muovendosi portano a buone nuove. E cambiamenti.

Nell’album inserisce skit e intermezzi come Nuvole blues, Nuvole jazz e Nuvole soul…

La trilogia delle nuvole non è altro che l’insieme di intermezzi dell’album. Ne esprimono il concetto, infatti partono tutte e tre da ‘…o’ rap mio è nu…’ ovvero ‘il mio rap è’. Quindi parlano del mio approccio con la vita, le cose e racconto il mio stile di vita.

In ‘Nuvole Nuove’ ci sono molti artisti della scena partenopea. Non solo colleghi rapper quali Oyoshe, Op. Rot, Ntò e lo stesso Speaker Cenzou, ma anche le voci di Roberto Colella, Valerio Jovine, Francesco di Bella, Simona Boo, il sax di Daniele Sepe e i Rhodes di Mario Nappi. E’ un periodo di continue ospitate nel panorama discografico partenopeo…

Per me che vengo dal rap e dall’ hip hop la collaborazione è pane quotidiano. Il rap è un genere che viene dal basso e quindi per farsi forza ha sempre fatto squadra. Condividere un brano, passare una giornata insieme a registrarlo va oltre il fatto commerciale. Per me sono collaborazioni che partono da un rapporto umano, e con alcuni di loro, come Roberto Colella della band La Maschera l’ho da prima dei dischi. Con Valerio Jovine ho un rapporto fantastico. Oyoshe ci collaboro costantemente, anche con i Nucleo, e siamo come fratelli. Speaker Cenzou è il produttore del disco e siamo un corpo e un’anima. Di Bella ha realizzato un mio piccolo sogno. Daniele Sepe è stato fantastico e quando è venuto in studio mi ha dato pure delle dritte su delle canzoni.

Quando nasce questo sodalizio con Speaker Cenzou?

E’ nato tutto qualche anno fa quando gli feci sentire qualche pezzo, ancor prima del mio primo disco ‘Sono un cantante di rap’ e da lì inizio a seguirmi. Un sodalizio iniziato nel 2013. Dal brano ‘Qui ora’.

Quando nasce la sua passione?

Da piccolo già ascoltavo questo genere. Come capita per molti c’è sempre qualcuno che inizia a farti avvicinare, nel mio caso un cugino. E mi si è aperto un mondo. Ho iniziato ascoltando a 13 anni Neffa, Sud Sound System, 99 Posse. Dopo l’hip hop poi sono stato rapito dalla black music. E poi tanto jazz e blues.

Nuvole nuove, secondo disco, diciotto brani, prodotti per conto di AreaNordAmmò. E’ anche autore dei brani?

Tranne le parti dei rap dove ognuno ha scritto le sue, la maggior parte è tutta opera mia. Il prossimo singolo che uscirà sarà in italiano, ed è la prima traccia dell’album, dal titolo ‘Totale’. Mi piace sottolineare ‘Storia ‘e salvezza’, è la storia di mio padre e l’ho scritto di getto in mezz’ora, un pezzo cosi intimo e personale che è uscito in automatico. E poi ‘Where is the rapstar’, scritto qualche anno fa e rivelatosi profetico. Visto che il Festival di Sanremo quest’anno l’ha vinto un rapper.

Leggevo nella sua biografia anche l’esperienza in teatro come attore…

E’ stata una bella esperienza che per ora resta un caso isolato. Fu un’idea di Davide Iodice creatore, ideatore e regista di questa rivisitazione dal titolo ‘Mal’ essere’ ovvero la trascrizione dell’Amleto di Shakespeare ambientato in una Napoli di periferia, che vive il conflitto delle periferie con il centro. Sono stati coinvolti diversi rapper nella riscrittura come Fuossera, Joel, Sha-One, Capatosta e Op. Rot. E tutti noi siamo stati in scena con gli attori veri. Un atto unico che abbiamo portato al San Ferdinando e al Trianon di Napoli e anche in Calabria. Poi la cosa si è fermata ma fatene richiesta perché è davvero bello.

Prossime date?

Domenica sera sarò al Tarumbò di Caserta e il 24 all’Amnesia di Pomigliano d’Arco.

LASCIA UN COMMENTO

Inserisci il tuo commento
Inserisci il tuo nome