Crollo del ponte Morandi a Genova, indagati “perché sapevano tutto”. ECCO I NOMI: SONO ACCUSATI DI OMICIDIO E DISASTRO COLPOSO

In tv un filmato che testimonia l'esistenza di una profonda crepa in un pilastro

GENOVA – Crollo del ponte Morandi. Erano in tanti a sapere che quel ponte poteva crollare. Lo sapevano certamente le 20 persone che sono state indagate ufficialmente dalla magistratura. Erano consapevoli, secondo i giudici, dei pericoli eppure sono rimasti in silenzio, senza pianificare alcun intervento. Addirittura autorizzando lavori non strettamente necessari mettendo così a rischio l’incolumità degli operai. Oltre che di tutti quelli che, per un motivo o per un altro, si sarebbero trovati lì. Oltre che di automobilisti e abitanti delle case circostanti. I provvedimenti personali saranno notificati già questa mattina.

Una tragedia annunciata. Le chat che non lasciano dubbi

Quel disastro, dunque, poteva essere evitato anche perché l’aspetto forse più inquietante continua ad essere uno. Vale a dire che, pian piano che si va avanti nelle indagini, emergono quasi quotidianamente elementi sui quali si era discusso, privatamente, già da molto tempo. Il ponte, infatti era considerato ‘non sicuro’ come emerso dalle chat che si erano scambiati i protagonisti poi indagati. Già un mese prima della tragedia i tecnici incaricati della supervisione della struttura avevano individuato i punti deboli della stessa. Ma, anche in questo caso, nessuna contromisura. Il ponte è rimasto aperto (pur evidentemente non potendo) e gli operai avevano lavorato fino alla sera prima del crollo.

Nuovo filmato tv: la mattina del crollo ripresa un’enorme crepa in un pilastro

Intanto in rete ecco un nuovo filmato diffuso anche in tv. Potrebbe essere determinante, non tanto ai fini delle indagini ma per comprendere come quella struttura avesse diverse debolezze. Un autista, proprio il giorno del crollo, riprende per puro caso un’enorme crepa orizzontale, apparentemente profonda, all’interno di in un pilastro. È il 14 agosto, dunque, 11.30 del mattino. Questo documento, diffuso nella trasmissione ‘Quarto Grado’ parla di fatto di un miracolo, quello riferito a coloro che erano in un tratto che non molto tempo dopo sarebbe crollato, e forse di un’imminente tragedia. Che sia stata proprio quella crepa a dare il via al collasso del viadotto? Difficile dirlo, almeno per ora.

Tra gli indagati i vertici di Autostrade e funzionari del Mit

Nell’elenco degli indagati ci sono 9 responsabili di Autostrade, a cominciare dall’amministratore delegato Giovanni Castellucci. Poi ci sono il direttore operativo centrale Paolo Berti, quello del settore manutenzioni Michele Donferri Mitelli, il direttore del Primo Tronco Stefano Marigliani, il responsabile del progetto di retrofitting Paolo StrazzulloMario Bergamo ex direttore delle manutenzioni di Autostrade (in carica fino a marzo 2017) che per primo nel 2015 disse che era necessario intervenire sul Morandi, Fulvio Di Taddeo, manager responsabile controllo viadotti, Riccardo Rigacci, ex dirigente del primo tronco, e Massimo Meliani, altro manager autostrade responsabile dei rapporti con i consulenti.

Per il Mit figurano il direttore della direzione generale per la vigilanza Vincenzo Cinelli e Mauro Coletta, ex direttore prima di Cinelli, e il dirigente Bruno Santoro. Poi ci sono il capo ufficio ispettivo territoriale Carmine Testa, il provveditore delle Opere pubbliche di Piemonte, Liguria e Valle d’Aosta Roberto Ferrazza e il dirigente del provveditorato Salvatore Bonaccorso. Coinvolti anche tre membri del comitato tecnico: Mario Servetto, Giuseppe Sisca e l’ingegnere Antonio Brencich.

Infine gli ingegneri della Spea Engineering, la società controllata del gruppo Atlantia, che realizzò il progetto di rinforzo, Massimiliano Giacobbi, responsabile del progetto retrofitting ed Emanuele De Angelis, direttore tecnico di Spea. Intanto il ministro dei Trasporti, Danilo Toninelli ha denunciato pressioni per evitare la pubblicazione degli atti delle concessioni autostradali.

i reati contestati ai 20 indagati sono disastro colposo, omicidio stradale colposo, lesioni colpose stradali plurime. La norma sull’omicidio stradale, infatti, nell’assunto dei pm, riguarda anche il rispetto delle regole di sicurezza delle infrastrutture. La società Autostrade risponde anche di omicidio colposo plurimo e lesioni colpose con violazione delle norme sulla sicurezza sul lavoro

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