Pugno di ferro a Ponticelli: raffica di controlli dei Carabinieri, nel mirino illegalità e degrado

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Operazione dei carabinieri
Operazione dei carabinieri

NAPOLI – Tolleranza zero nella periferia est della città. Nelle scorse ore, i Carabinieri della Stazione di Ponticelli hanno messo in campo un servizio ad “alto impatto”, un’operazione capillare volta a ripristinare la legalità e a lanciare un segnale inequivocabile di presenza dello Stato in un’area spesso teatro di complesse dinamiche sociali e criminali. Il bilancio finale dell’operazione è pesante e testimonia l’ampio spettro dell’intervento, che ha spaziato dal controllo della circolazione stradale alla verifica delle norme igienico-sanitarie negli esercizi commerciali.

Il setaccio dei militari dell’Arma ha portato all’identificazione di 81 persone e al controllo di 46 veicoli. Un’attività meticolosa che ha fatto emergere numerose irregolarità. Sono state elevate ben 18 contravvenzioni al Codice della Strada, a riprova di una diffusa noncuranza delle regole basilari della sicurezza. Sul fronte del contrasto agli stupefacenti, 7 persone sono state trovate in possesso di sostanze per uso personale e, come da prassi, segnalate alla Prefettura.

Ma è sul piano penale che si sono registrati gli interventi più significativi. Tre le persone deferite all’Autorità Giudiziaria. Particolarmente grave la situazione di una donna di 39 anni, fermata durante un posto di controllo mentre era alla guida di uno scooter. Un’ispezione più approfondita ha permesso di scoprire una realtà inquietante: le targhe del mezzo erano state clonate e il veicolo stesso risultava oggetto di furto. Per la donna è scattata immediatamente la denuncia a piede libero per il reato di ricettazione.

L’attenzione dei Carabinieri si è concentrata anche su chi si mette al volante senza averne titolo, un comportamento che mette a serio rischio l’incolumità propria e altrui. Due uomini, un 45enne e un 47enne, sono stati sorpresi alla guida dei rispettivi veicoli pur essendo sprovvisti della patente di guida. A rendere più grave la loro posizione è stata la recidiva: per entrambi, infatti, non era la prima violazione di questo tipo commessa nell’ultimo biennio, un’ostinazione che aggrava il loro profilo penale.

L’operazione non si è limitata alla strada. Insieme al personale specializzato dell’Asl di Napoli, i militari hanno ispezionato due esercizi commerciali, portando alla luce situazioni di grave degrado. Il primo a finire sotto la lente è stato un bar di Via Argine. All’interno, gli ispettori hanno riscontrato “gravi carenze igienico-sanitarie”, tali da far scattare non solo una sanzione amministrativa da 2.500 euro, ma anche la sospensione immediata dell’attività. Sono stati inoltre posti sotto sequestro 25 chilogrammi di alimenti vari, tutti privi della necessaria tracciabilità che ne garantisce la provenienza e la sicurezza per il consumatore.

Scenario simile in un ristorante di via Domenico Atripaldi. Anche qui, il titolare si è visto comminare una multa da 2.500 euro per le precarie condizioni igieniche del locale. Il sequestro, in questo caso, è stato ancora più ingente: ben 60 chilogrammi di cibi non tracciati, potenziali bombe a orologeria per la salute pubblica, sono stati sottratti alla disponibilità del ristoratore. L’operazione di Ponticelli si configura, dunque, come un intervento a 360 gradi, un messaggio chiaro contro ogni forma di illegalità, da quella predatoria a quella che, più subdolamente, mette a repentaglio la sicurezza e la salute dei cittadini. L’attenzione delle forze dell’ordine sulla periferia orientale resta massima.

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