Referendum sulla cannabis: superate le 500mila firme. Partiti sotto pressione

Nel 2022 si votano i referendum: eutanasia assistita e droghe libere i capisaldi sui cui alcuni partiti fondano la loro campagna referendaria

Foto Cecilia Fabiano/ LaPresse 18 Settembre 2021 Roma (Italia) Cronaca: Mobilitazione dei radicali al Pantheon Cannabis + Europa Nella Foto : Emma Bonino e Benedetto della Vedova Photo Cecilia Fabiano/ LaPresse September 18, 2021 Rome (Italy) News : Pantheon Cannabis + Europe In the Pic : Emma Bonino e Benedetto della Vedova

ROMA – Appena superate le 500mila firme, soglia minima per portare al referendum la legalizzazione delle droghe leggere. Potrebbero essere non sufficienti: per  meglio alzare la soglia a 800mila. Questa la proposta dei parlamentari del Pd Ceccanti e Parrini, anticipare il vaglio della Corte Costituzionale, abbassando però il quorum dei partecipanti. Il forzista Simone Baldelli spiega che “l’anno prossimo sarà l’anno dei referendum. I partiti saranno costretti a trovare un accordo per sciogliere tutti i nodi del sistema, altrimenti rischieranno di dover sempre rincorrere le scelte fatte dai cittadini. Ricordiamoci – ha aggiunto – che stiamo ancora aspettando i correttivi alla consultazione popolare sul taglio dei parlamentari E anche sull’innovazione della firma digitale servirà una legge organica”

Renzi: “Sì alla firma digitale ma..”

Guarda avanti il leader di Iv, Matteo Renzi, e sulla stagione referendaria sottolinea l’urgenza della firma digitale: “Una rivoluzione ma non deve passare il principio che tutto passi fuori dal Parlamento. Mettere fuori i partiti dalle grandi decisioni della politica significa che il maitre a’ penser diventa Fedez”. Contrario invece Riccardo Magi, presidente di +Europa e tra i promotori referendari: “No a interventi per neutralizzare l’iniziativa popolare”, così come il costituzionalista Michele Ainis: “No a diffidenze e depotenziamenti dei referendum, non dobbiamo metterci un tappo”.

I quesiti

Dunque a primavere si vota: oltre ai referendum sulla legalizzazione delle droghe leggere e il fine vita potrebbero esserci anche la caccia e la giustizia portata avanti da Matteo Salvini, assieme all’abolizione del reddito di cittadinanza, a cui punta anche Matteo Renzi. Certo è, che con la firma digitale le cose cambiano, eccome. Secondo un senatore “con lo Spid e le banche dati di associazioni come Change.Org, oggi mezzo milione di firme si raggiunge in poche settimane. Che succederà se un movimento populista decidesse di presentare 30-40 referendum tutti insieme? Finiremmo travolti”.

Letta: sì alla democrazia partecipativa

Intanto Enrico Letta dice: “I referendum presentati? Iniziative prese da altri, il Pd deciderà nelle prossime settimane la sua posizione, non basta un tweet”. E aggiunge: “Ne discuteremo nelle Agorà, sulla cannabis ne abbiamo già una in programma. La democrazia partecipativa rafforza e modernizza quella rappresentativa che fatica a intercettare alcune tendenze della società”. E il dem Stefano Ceccanti sottolinea: “Capisco che la mia proposta sia in controtendenza, ma non vogliamo irrigidire le regole bensì modernizzare il sistema. Abbassando il quorum dal 50% più uno degli aventi diritto al voto al 50% più uno dei votanti alle ultime politiche ci si adegua al fenomeno dell’astensionismo”.

I grillini stoppano

C’è il no dei grillini che guardano invece al referendum propositivo. Il presidente della commissione Affari Costituzionali della Camera Brescia e la sua collega Vittoria Baldino dichiarano di apprezzare “il contagioso entusiasmo per uno strumento da sempre sostenuto dal M5S che ha convintamente votato la firma digitale. Il vaglio preventivo della Consulta? E già nella riforma costituzionale approvata alla Camera che contiene anche l’introduzione del referendum propositivo. Sblocchiamola”.

Fornaro: sì al confronto

Federico Fornaro, capogruppo di Leu alla Camera spiega: “Siamo disponibili a un confronto nel merito per mettere a disposizione dei cittadini uno strumento di partecipazione vero, evitando che qualcuno possa usarlo come clava contro la democrazia rappresentativa ma anche che appaia come una ritorsione ai referendum di questi mesi”. E Baldelli aggiunge: “C’è stata una sottovalutazione. Era ovvio che si sarebbe scatenato il rilancio dei Cinquestelle sul referendum propositivo. Sarebbe stato più opportuno modificare prima le regole costituzionali sui referendum e poi permettere la raccolta di firme online”. Ettore Rosato di Iv frena: “Non vedo necessità impellenti di cambiare le regole ora, non vorrei che sembri una reazione all’estate”.

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