Pestaggi e ‘sequestri’ di persona: rione Berlingieri a rischio faida

Rione Berlingieri
Rione Berlingieri

NAPOLI – La sete di vendetta di un singolo rischia di provocare una guerra in un intero quartiere. C’è una storia di vecchie ruggini personali dietro la tensione criminale in aumento dalle parti del rione Berlingieri di Secondigliano. Una storia che affonda le radici in un episodio datato 20 dicembre 2020. In via Monte Faito, la lunga striscia d’asfalto costeggiata dai ‘giardinetti’ del Berlingieri, un uomo fu sorpreso di notte da un commando armato che lo ferì a colpi di pistola. Quell’uomo è Gennaro Casaburi, già all’epoca conosciuto alle forze dell’ordine per una serie di reati contro il patrimonio. Non un uomo di ‘sistema’, per dirla con lo slang del posto, ma più ‘semplicemente’ uno specialista di furti di auto. Per quell’agguato, nel giro di qualche mese, furono arrestate quattro persone, uomini che lo stesso Casaburi conosceva bene. Tra questi, Vincenzo Maione, ras del Perrone. Dalle indagini emersero le cause dell’agguato. Poche ore prima del raid di piombo, intorno alle 20,30 del 19 dicembre, una Volante del commissariato di Secondigliano era impegnata in un posto di blocco a piazza Diacono quando all’improvviso arrivò una Lancia Y, con a bordo Maione e un suo amico, che a forte velocità prese il marciapiede bucando una ruota. La polizia si avvicinò per un controllo di routine, ma sia Maione che l’amico cominciarono a insultare e inveire pesantemente contro gli agenti. Ad assistere alla scena c’era proprio Casaburi che intervenne per cercare di distendere gli animi dei due amici, che conosceva benissimo, e si propose come mediatore al fine di poter risolvere la querelle con i poliziotti.

I due, tuttavia, riuscirono a dileguarsi nonostante il loro atteggiamento aggressivo. Passarono circa tre ore e Casaburi fu chiamato da un altro giovane del rione, che per l’occasione assunse il ruolo di ‘specchiettista’. Con la scusa di un drink ‘con i compagni’ venne portato al cospetto di Maione e altri due uomini in via Monte Faito. Iniziò una forte discussione, durante la quale Casaburi avrebbe rimproverato gli amici per il loro comportamento contro le forze dell’ordine, ritenuto non una buona cosa per il ‘tranquillo proseguimento degli affari’ nella zona. L’uomo, però, venne insultato, scaraventato a terra e picchiato a calci e pugni: nella colluttazione sputarono anche le pistole, con Casaburi ferito alle gambe. Un affronto che Casaburi non ha mai digerito.

Negli ultimi tempi l’uomo – secondo gli investigatori ‘cresciuto’, in questi quattordici mesi, dal punto di vista criminale – si sarebbe reso protagonista di due episodi su cui gli investigatori hanno puntato i riflettori: il primo, avvenuto a inizio dicembre, lo vedrebbe autore di un ‘sequestro’ di più persone, minacciate in un bar di Secondigliano; il secondo, risalente allo scorso fine settimana, nel quale – stando alla denuncia formalizzata al commissariato del Corso – sarebbe stato autore di una spedizione punitiva solitaria sotto casa dei Maione, nella zona di piazza Giuseppe Di Vittorio, condita da minacce di morte e culminata nel ferimento di un parente dello stesso ras del Perrone. Quanto basta per innescare una pericolosa reazione a catena.

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