Sea Watch 3, mare ‘agitato’ anche nel centrodestra

Il caso divide la coalizione

Photo LaPresse / Stefano Cavicchi

ROMA – Il problema dell’Italia sono i clandestini e non i 47 ‘ospiti’ della Sea Watch 3, che “io farei senza dubbio sbarcare”. Silvio Berlusconi torna sulla questione della nave dell’Ong, da 8 giorni in mare, e rincara la dose, prendendo le distanze dall’alleato di coalizione. Oltre all’emergenza umanitaria, ormai sotto gli occhi di tutti, per il leader di Forza Italia la prova muscolare del titolare dell’Interno rischia di aprire un solco in Europa, lasciando l’Italia isolata ed esclusa dai grandi tavoli, dove si prendono poi le decisioni definitive.

Centrodestra spaccato

È ormai evidente che Berlusconi e Salvini sono lontani anni luce sulle politiche da attuare, due visioni ben distinte e già proiettate alle prossime Europee. L’ex premier si ritrova nel partito Popolare europeo, liberale e moderato, mentre il leghista è ormai a pieno titolo nel gruppo sovranista di Visegrad. Una distanza in Europa che però non scoraggia Berlusconi per quanto riguarda l’Italia: alle prossime elezioni nazionali “certamente ci presenteremo uniti”, sostiene ancora.

Fi in difficoltà

Se il centrodestra si spacca, alla prova di una propaganda elettorale ben precisa, neanche Forza Italia gode di ottima salute. Il partito di piazza San Lorenzo in Lucina si divide su Stefania Prestigiacomo che domenica mattina, a bordo di un gommone, è salita sulla Sea Watch per verificare le reali condizioni dei migranti. Non è tanto il gesto, che la stessa deputata rivendica quasi fosse stato benedetto da Berlusconi al grido di “ascoltate quello che dice”, ma quanto il fatto di essersi accompagnata a Nicola Fratoianni (Leu) e Riccardo Magi (+Europa) a creare più di un mal di pancia.

Parola di Tajani

Antonio Tajani, vice del Cav, non apprezza e bolla quella di Prestigiacomo, come “un’iniziativa personale, di una madre, evidentemente colpita più dal fattore umano che politico”. E rivela che “Berlusconi non sapeva nulla”, trattando l’episodio come un gesto non autorizzato, quasi una ‘alzata di testa’. L’effetto immediato della mossa della deputata azzurra è un solco nel partito tra chi la sostiene e chi, invece, la critica. Maria Stella Gelmini non entra nel merito ‘politico’ ma evidenzia che quella della parlamentare è stata una “visita ispettiva pienamente legittima”. Non è d’accordo Giovanni Toti che giudica l’iniziativa come “azione di opposizione e provocazione alle politiche del Governo più che di ispezione”. Falchi e colombe azzurre insomma tornano a fare la voce grossa. Anche questo però alla fine rientra tutto nel calcolo elettorale in vista delle Europee.

(LAPRESSE)

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