AVERSA – Un’attività di segheria trasformata in una bomba ecologica a cielo aperto, dove rifiuti speciali, anche pericolosi, venivano accumulati illegalmente e gli scarti di lavorazione smaltiti direttamente sui terreni agricoli. È lo scenario desolante scoperto dai militari del Nucleo Carabinieri Forestale di Marcianise, che hanno posto sotto sequestro un fondo in Via Vecchia di Teverola, in agro del comune di Aversa, stroncando un’attività che operava in totale spregio di qualsiasi norma a tutela dell’ambiente.
L’operazione, scattata nei giorni scorsi, ha svelato una gestione dei rifiuti a dir poco criminale. All’arrivo sul posto, i Carabinieri si sono trovati di fronte a un quadro di grave degrado. L’area, formalmente destinata al commercio di legname, era in realtà una discarica abusiva. Enormi cumuli di legna già tagliata e cataste di rami secchi, pronti per essere lavorati, erano circondati da un assortimento eterogeneo e pericoloso di scarti. L’elenco redatto dai militari è un campionario di inquinamento: una batteria esausta al piombo, altamente tossica per il suolo e le falde acquifere; pezzi di pallet in legno; la carcassa arrugginita di un frigorifero, classificato come RAEE (Rifiuto di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche); e poi ancora, rifiuti metallici di varia natura abbandonati sul terreno, parti di una caldaia smontata e, dettaglio ancor più preoccupante, un imballaggio visibilmente contaminato da olio motore esausto. A completare la scena, otto grandi buste trasparenti colme di segatura, pronte forse per un nuovo smaltimento illecito.
La svolta nelle indagini è arrivata dalle stesse ammissioni del gestore dell’attività. Messo alle strette, l’uomo ha confessato ai militari di aver smaltito ingenti quantitativi di segatura, sottoprodotto dell’attività di taglio, in un altro fondo agricolo situato nel vicino comune di Teverola. I Carabinieri Forestali si sono immediatamente recati sul luogo indicato, trovando la conferma delle sue parole. Su un terreno caratterizzato da vegetazione spontanea e alberi di pioppo, giaceva uno spesso e soffocante strato di segatura, scaricato senza alcun criterio. Un danno ambientale gravissimo, poiché un simile accumulo impedisce la normale ossigenazione del suolo, ne altera il pH e rischia di compromettere irrimediabilmente la fertilità del terreno e l’intero ecosistema locale.
Al termine degli accertamenti, il titolare dell’impresa è stato deferito a piede libero alla Procura della Repubblica di Napoli Nord. Le ipotesi di reato a suo carico sono pesanti e ben circostanziate. In primo luogo, la realizzazione di una “messa a riserva” non autorizzata, ovvero uno stoccaggio illegale, di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi. In secondo luogo, l’abbandono e lo smaltimento illecito sul suolo di rifiuti speciali non pericolosi, come la segatura scaricata nel campo di Teverola. Infine, gli è stata contestata la produzione di emissioni in atmosfera derivanti dall’attività di taglio del legno, condotta in assenza di qualsiasi permesso o sistema di abbattimento delle polveri, con evidenti rischi per la qualità dell’aria e la salute pubblica.
I militari hanno quindi proceduto d’iniziativa al sequestro dell’intera area di Aversa e di tutto quanto illecitamente stoccato, per impedire la prosecuzione del reato e consentire le future operazioni di bonifica. L’intervento si inserisce nella costante attività di controllo del territorio portata avanti dai Carabinieri Forestali, un presidio fondamentale contro i crimini ambientali che continuano a ferire la provincia di Caserta.











