Jannik Sinner ha scritto una nuova pagina nella storia del tennis. Con la vittoria agli Internazionali di Roma, l’atleta italiano ha completato la “collezione” dei nove tornei Masters 1000, un’impresa riuscita prima di lui soltanto a Novak Djokovic. La portata del risultato è amplificata dall’età: Sinner ha raggiunto questo traguardo a soli 24 anni e 9 mesi, mentre il fuoriclasse serbo aveva dovuto attendere fino ai 31 anni, nel 2018 a Cincinnati.
L’azzurro ha impiegato un tempo notevolmente inferiore per chiudere il cerchio, conquistando il nono sigillo dopo appena dieci vittorie complessive nella categoria. Un percorso fulmineo che consolida la sua posizione ai vertici del tennis mondiale e aggiunge un altro tassello alla sua impressionante serie di primati.
Il successo nella capitale ha un valore simbolico anche per il tennis italiano. Sinner è infatti il secondo tennista azzurro a trionfare al Foro Italico nell’Era Open, raccogliendo l’eredità di Adriano Panatta, che vinse il torneo nel lontano 1976. Ma i record non finiscono qui.
Vincendo a Roma, Jannik è diventato il primo giocatore nella storia a imporsi in sei tornei Masters 1000 consecutivi, superando le strisce record precedentemente stabilite da Novak Djokovic. Battendo Casper Ruud in finale, Sinner ha inoltre portato a 29 la sua serie di successi consecutivi in stagione, eguagliando la quinta striscia più lunga di sempre, a pari merito con Pete Sampras.
Con questa decima vittoria in un Masters 1000, Sinner è entrato in un club esclusivo che comprende leggende come Novak Djokovic, Rafael Nadal, Roger Federer, Andre Agassi, Andy Murray e Pete Sampras. Il titolo di Roma rappresenta il suo 29esimo trofeo nel circuito ATP, un record assoluto per un tennista italiano.
La sua stagione sulla terra battuta è stata impeccabile. L’altoatesino è diventato il secondo giocatore di sempre, dopo Rafael Nadal nel 2010, a vincere nella stessa stagione tutti e tre i Masters 1000 sul rosso: Montecarlo, Madrid e, infine, Roma. Una tripletta che dimostra la sua straordinaria completezza tecnica e mentale su ogni superficie.
Il dominio di Sinner non si limita ai Masters 1000. Dopo aver raggiunto la finale in tutti e quattro i tornei del Grande Slam, unendosi a un gruppo ristretto formato da Rod Laver, Roger Federer e Novak Djokovic, ora il suo sguardo è puntato al completamento del Career Grand Slam.
L’ultimo tassello mancante è il trofeo del Roland Garros. Una vittoria a Parigi non solo gli consegnerebbe l’unico Major che ancora gli sfugge, ma lo proietterebbe nel ristrettissimo novero dei giocatori capaci di vincere tutti e quattro gli Slam nell’Era Open, un’impresa riuscita finora solo a sei campioni.





