«Sono un carabiniere, paghi per archiviare le denunce»: 54enne non ci casca e fa denunciare finto militare

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CELLOLE – «Signora, a suo carico risultano diverse denunce. Se vuole evitare guai giudiziari, possiamo sistemare tutto con una somma di denaro». Una telefonata dal tono apparentemente ufficiale, studiata per incutere timore e spingere la vittima a pagare senza fare domande. Ma il piano di un truffatore di 30 anni, residente a Volla (NA), è andato in fumo grazie alla prontezza di spirito di una donna di Cellole, che invece di cadere nella trappola ha immediatamente allertato i Carabinieri, quelli veri. L’uomo è stato deferito in stato di libertà per il reato di tentata truffa.

Il copione, ormai tristemente noto alle cronache, si è consumato nella giornata di ieri. Un uomo contatta telefonicamente una donna di 54 anni (classe 1972) residente nel comune del litorale domizio. Si presenta come un appartenente all’Arma dei Carabinieri e, con fare deciso, le prospetta un quadro allarmante: a suo carico penderebbero non meglio specificate denunce, un fardello giudiziario che potrebbe avere serie conseguenze. Ma, con un abile cambio di registro, il finto militare offre una via d’uscita: un pagamento, di importo non precisato, avrebbe magicamente archiviato ogni problema. Per rendere il tutto più credibile e mettere ulteriore pressione, il truffatore le annuncia che si sarebbe recato di persona presso la sua abitazione per definire l’accordo e, presumibilmente, ritirare il denaro.

L’insolita e illegale richiesta ha però acceso un campanello d’allarme nella mente della potenziale vittima. Invece di cedere al panico, la donna ha mantenuto il sangue freddo e, una volta terminata la conversazione, ha composto il 112, raccontando l’accaduto ai militari della Stazione di Cellole. È scattato così un intervento immediato. Una pattuglia ha raggiunto in pochi minuti l’abitazione della signora, predisponendo un servizio di osservazione per attendere l’arrivo del sedicente carabiniere.

L’attesa è durata poco. I militari hanno notato un uomo che si aggirava con fare sospetto all’esterno dello stabile, corrispondente alla descrizione fornita. Lo hanno bloccato e identificato: si trattava del 30enne di Volla. Sottoposto a perquisizione, è stato trovato in possesso di due telefoni cellulari e, dettaglio significativo, di una radio ricetrasmittente portatile, forse utilizzata per rendere più credibile la sua messinscena o per comunicare con eventuali complici. Gli accertamenti sono stati estesi anche al veicolo in suo uso, una Fiat 600, risultata noleggiata presso una società con sede a Cercola (NA). L’auto, i telefoni e la radio sono stati sottoposti a sequestro probatorio.

Al termine delle formalità di rito, il 30enne è stato deferito in stato di libertà all’Autorità Giudiziaria competente, che ora valuterà la sua posizione. Il procedimento si trova nella fase delle indagini preliminari e la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva, nel pieno rispetto del principio di presunzione di innocenza.

L’episodio riaccende i riflettori sul dilagante fenomeno delle truffe, in particolare quelle che sfruttano la divisa e l’autorevolezza delle Forze dell’Ordine per raggirare cittadini, spesso anziani o vulnerabili. L’Arma dei Carabinieri ribadisce con forza un concetto fondamentale: nessun appartenente alle Forze dell’Ordine chiederà mai denaro per telefono o di persona per “cancellare” denunce, evitare arresti o chiudere procedimenti. Di fronte a simili richieste, il consiglio è uno solo: non consegnare mai denaro o oggetti di valore, non seguire le indicazioni fornite e contattare immediatamente il 112, fornendo ogni dettaglio utile a consentire un rapido intervento e a fermare i malintenzionati.

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