Spari e pizzo alla pizzeria Di Matteo: 4 arresti

Operazione contro il clan Sibillo

NAPOLI – È stata l’operazione che ha messo sotto scacco i Sibillo. E il blitz della Squadra Mobile scattato questa mattina all’alba ha posto fine all’attività di terrore che negli ultimi mesi era andata inscena tra i Decumani. In contemporanea i carabinieri hanno eseguito 4 decreti di fermi. Al centro delle indagini che hanno innescato i due provvedimenti un omicidio, armi, il pizzo, stese, raid e bombe fatte esplodere davanti ad alcuni locali del centro storico.

Le pizzerie colpite dal clan Sibillo

Anche la pizzeria di Di Matteo era finita nel turbine di violenza che non si vedeva da tempo e che aveva fatto piombare nella paura residenti e commercianti. Un equilibrio silente rotto dai colpi di pistola e della fiamme causate dalle bombe, una guerra tra i clan per il controllo di un quartiere da troppo tempo in preda alla criminalità organizzata. Ecco perché questi arresti che da un lato non possono che dimostrare la presenza costante delle forze dell’ordine sul territorio, dall’altro, invece, attestano uno stop, seppur momentaneo, alle attività criminali del clan. Nello specifico “altri quattro soggetti – hanno fatto sapere gli inquirenti – sempre afferenti al clan della paranza dei bambini sarebbero gli autori dell’estorsione, aggravata dal metodo mafioso, ad una nota pizzeria del centro storico. Gli esercenti del locale di via dei Tribunali recentemente bersaglio di colpi d’arma da fuoco, da due anni erano costretti a versare settimanalmente il pizzo a esponenti dei Sibillo. La richiesta estorsiva peraltro aumentava in occasione delle principali festività: era funzionale a sostenere i detenuti affiliati al clan e le loro famiglie”.

I provvedimenti

All’alba, dunque, i carabinieri del comando provinciale di Napoli sono intervenuti dando esecuzione a un decreto di fermo emesso dalla Direzione Distrettuale Antimafia di Napoli. I quattro soggetti sono ritenuti uomini del clan camorristico dei Sibillo e a carico loro sono emersi gravi indizi di colpevolezza proprio per estorsione aggravata dal metodo mafioso. Ora gli arresti, il terrore dei quartieri spagnoli messo a tacere. Almeno per il momento.

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