TEVEROLA – Nuova visita dei carabinieri del Nucleo investigativo di Aversa al Comune. I militari dell’Arma, coordinati dai pm Patrizia Dongiacomo e Cesare Sirignano, hanno acquisito il carteggio relativo alle recenti edificazioni realizzate in località ‘Madama Vincenza’, area già finita al centro dell’inchiesta sui permessi a costruire che aveva coinvolto, tra gli altri, gli ex sindaci Tommaso Barbato e Biagio Lusini, tecnici, amministratori e imprenditori.
Il nuovo accesso negli uffici comunali segnala che l’attenzione della Procura di Napoli Nord su quella zona non si è fermata alla prima tranche dell’indagine. Gli investigatori avrebbero infatti acquisito gli atti relativi agli interventi edilizi proseguiti nell’area, per verificare titoli, autorizzazioni e passaggi amministrativi legati alla lottizzazione. Una parte di quel fronte investigativo era già stata oggetto delle contestazioni iniziali.
Secondo la prima ipotesi accusatoria, poi ridimensionata dai giudici, attorno alla cosiddetta lottizzazione Schiavone sarebbe ruotata una presunta corruzione legata al rilascio di permessi a costruire. La Procura aveva ipotizzato una tangente da 15mila euro e un sistema di pressioni sull’ufficio tecnico per sbloccare pratiche edilizie ritenute irregolari, con la realizzazione di due corpi di fabbrica per complessive 119 abitazioni su terreni agricoli proprio nella zona ‘Madama Vincenza’ e con un aggravio del carico urbanistico.
Quella impostazione, però, ha subito un duro ridimensionamento. Il Riesame aveva annullato alcune contestazioni, tra cui quella relativa alla lottizzazione Schiavone, e la Cassazione ha poi respinto il ricorso della Procura, confermando lo stop a quella parte dell’impianto accusatorio. Alla base della decisione c’era anche il tema dell’inutilizzabilità di parte delle intercettazioni, disposte in un procedimento della Dda e poi confluite nel fascicolo di Napoli Nord.
Nel frattempo il procedimento principale, seppure depotenziato, è andato avanti. La Procura ha disposto la chiusura delle indagini preliminari per undici persone e chiesto l’archiviazione per altre quattro. Le accuse, contestate a vario titolo, riguardano presunti episodi di corruzione e irregolarità nel rilascio di permessi edilizi, oltre a un capitolo legato alla procedura per la nomina del responsabile dell’ufficio tecnico comunale.
La nuova acquisizione documentale su Madama Vincenza sembra quindi aprire un ulteriore approfondimento su ciò che è accaduto dopo e attorno a quella lottizzazione. Gli inquirenti vogliono ricostruire la catena degli atti, capire come siano proseguite le costruzioni e verificare se vi siano profili di irregolarità ancora da contestare. Non è escluso che l’attività possa coinvolgere anche persone diverse rispetto a quelle inizialmente finite nel primo procedimento. Ad ogni modo, tutti i soggetti coinvolti restano innocenti fino a un’eventuale sentenza definitiva.











